The Predator: curiosità e recensione del sequel di Shane Black

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Il sequel / reboot The Predator ha debuttato nei cinema italiani. Leggi la recensione del quarto film del franchise “Predator” diretto da Shane Black e interpretato da Boyd Holbrook, Trevante Rhodes, Jacob Tremblay, Olivia Munn, Thomas Jane, Yvonne Strahovski e Jake Busey.

Cast e personaggi

Boyd Holbrook: Quinn McKenna
Trevante Rhodes: Nebraska Williams
Jacob Tremblay: Rory McKenna
Olivia Munn: Casey Bracket
Sterling K. Brown: Will Traeger
Keegan-Michael Key: Coyle
Thomas Jane: Baxter
Alfie Allen: Lynch
Augusto Aguilera: Nettles
Yvonne Strahovski: Emily McKenna
Jake Busey: Sean Keyes
Lochlyn Munro: tenente generale Marks
Niall Matter: Sapir
Brian A. Prince: Predator

 

La trama

 

Dai confini dello spazio inesplorato, la caccia arriva nelle strade di una piccola città nella terrificante reinvenzione della serie di Predator nel progetto registico di Shane Black. Geneticamente modificati, attraverso la combinazione dei DNA di specie diverse, i cacciatori più letali dell’universo sono adesso ancora più pericolosi, più forti, più intelligenti. Quando un ragazzino innesca accidentalmente il loro ritorno sulla Terra, solo un gruppo di ex soldati e una disillusa insegnante di scienze può impedire la fine della razza umana.

 

La nostra recensione

 

Al regista Shane Black è toccato l’arduo compito di rilanciare il franchise Predator che dal lontano 1987 non è riuscito ad avere un sequel degno di questo nome; dalla giungla urbana del Predator 2 con protagonisti Danny Glover e il Gary Busey di Arma letale, passando per i crossover Alien vs. Predator sino al Predators del 2010 interpretato da un volenteroso ma palesemente inadeguato Adrien Brody, attore talentuoso, ma gracilino dal punto di vista fisico e carente di quel carisma indispensabile per interpretare un eroe di film d’azione un minimo credibile.

I fan di lunga data ricorderanno Shane Black come uno dei protagonisti del “Predator” originale, il regista interpretava uno dei membri del team di militari capeggiati dal Dutch di Schwarzenegger che hanno un incontro ravvicinato con il Predator nella giunga sudamericana. Black nel film era “Hawkins”, il soldato occhialuto, logorroico e mingherlino che raccontava barzellette e leggeva fumetti. Black si è formato creativamente in quell’iconico decennio e quindi conosce bene la materia prima squisitamente anni ’80 che ha plasmato l’orginale, scolpendolo a fuoco nell’immaginario cinematografico, trasformando Predator in una icona del cinema fantascientifico.

La scelta da parte della FOX di reclutare Shane Black per dirigere The Predator è quindi arrivata come una buona notizia, i crediti di Black includono sceneggiature per Arma Letale 1 & 2, L’ultimo boy scout con Bruce Willis e Last Action Hero con Arnold Schwarzenegger, e per questo sequel / reboot Black si è riunito con un vecchio collaboratore, il Fred Dekker con cui ha scritto Scuola di mostri, un piccolo cult anni ’80 molto amato, una sorta di Goonies con i mostri Universal al posto dei pirati.

Purtroppo la produzione di “The Predator” non è andata liscia, con Black che ha incontrato difficoltà in fase di scrittura,  in particolare nel bilanciare l’umorismo trasformando il film in una sorta di commedia d’azone e costringendo lo studio ad imporre nuove riprese che hanno smussato l’elemento comedy, e ammorbidito l’intero terzo atto giudicato dagli spettatori delle proiezioni di prova troppo cupo. Messo mano al tutto Black ha portato in sala un divertente e divertito omaggio ai film degli anni ’80, con qualche spiritosaggine di troppo, ma capace di riportare alla memoria un tipico approccio smargiasso e testosteronico ai film d’azione di un epoca i cui sono nate alcune delle icone d’azione di sempre, modelli che definiranno poi il cinema negli anni a venire.

“The Predator” si presenta con un mix di effetti pratici e CG, con quest’ultima che prende il sopravvento man mano che il film entra nel vivo (vedi i poco realistici canidi alieni). Nonostante una CG a tratti invasiva, i fan di lunga data del Predator originale troveranno pane per i loro denti, non solo dal punto di vista degli effetti speciali, ma anche dall’approccio iper-citazionista scelto da Black che nell’ordine: cita / omaggia a più riprese l’originale, crea connessioni di stampo “familiare” con Predator 2 (vedi il personaggio di Jake Busey) e per completare l’opera inserisce elementi dai film Alien vs. Predator per creare un canone ufficiale e di fatto un universo condiviso.

“The Predator” combatte con l’idea di accontentare un po’ tutti, fan di lunga data, spettatori occasionali e nuove generazioni cresciute a pane, videogiochi e fumetti. Una tentazione comprensibile che stavolta non si rivela tanto nociva come in altre operazioni similari, infatti “The Predator” diverte e scorre via senza troppi intoppi se non qualche gag forzata e una narrazione un po’ confusionaria e poco coesa a livello di trama, senza dubbio conseguenza dei ripetuti rimaneggiamenti apportati alla sceneggiatura.

“The Predator” non è il film che ci aspettavamo, ma non è neanche una totale delusione grazie al suo divertito ammiccare agli anni ’80 senza diventarne per forza una sguaiata parodia. L’unico neo che spicca in tutta l’operazione in realtà emerge solo nel finale, dove Black decide di salutare gli anni ’80 e di catapultare lo spettatore in un potenziale nuovo franchise che strizza l’occhio agli odierni film di supereroi, a cui tra l’altro Black ha contribuito con il deludente Iron Man 3. In una manciata di minuti che precedono i titoli di coda il film diventa qualcos’altro, mettendo in scene armature a base di nanotecnologia e una potenziale guerra tra Predator alieni e Predator umani, davvero un po’ troppo per noi della “vecchia guardia”. Rischiare di snaturare un franchise per renderlo appetibile ad una platea di adolescenti può essere comprensibile per chi vede nel film esclusivamente un mezzo per far cassa, ma se il proseguo del franchise è quello accennato nel finale di “The Predator”, per noi la storia si conclude con questo quarto film, poiché pensare di creare una via di mezzo tra G.I. Joe e Iron Man e spacciarla per un film di “Predator” è davvero impensabile.

Data di Uscita: Al cinema dall’11 ottobre 2018

 

Curiosità

  • Il film è stato diretto e co-sceneggiato  da Shane Black, come sequel di Predator (1987), Predator 2 (1990) e Predators (2010). Shane Black ha interpretato Hawkins nel film originale.
  • Il film era stato originariamente concepito come un reboot di “Predator”, fino a quando Shane Black è salito a bordo e ha confermato che avrebbe fatto un sequel poiché voleva continuare ad esplorare la mitologia “Predator”.
  • Anche se nel film non se ne fa menzione, il personaggio di Sean Keyes interpretato da Jake Busey è figlio di Peter Keyes, l’agente governativo di Predator 2 (1990) morto durante la caccia al Predator. Peter Keyes è interpretato da Gary Busey, che è anche il padre di Jake nella vita reale.
  • Dopo il successo di Iron Man 3 (2013), Shane Black è stato avvicinato da 20th Century Fox per dirigere un nuovo film di “Predator”, e il regista non ha potuto resistere ad un’offerta tanto allettante.
  • Arnold Schwarzenegger ha rifiutato l’opportunità di tornare come “Dutch” in un cameo.
  • Quando Casey Bracket (Munn) entra per la prima volta nel laboratorio e sta esaminando gli oggetti dei Predator recuperati, uno degli scaffali sullo sfondo contiene la lancia realizzata con la coda di uno Xenomorfo del film AVP: Alien vs. Predator (2004)
  • Adrien Brody ha espresso interesse a riprendere il suo ruolo da Predators (2010).
  • Benicio Del Toro originariamente doveva recitare nel ruolo principale, ma  causa di altri impegni ha passato la mano ed è stato sostituito da Boyd Holbrook.
  • La battuta che discute la validità del nome “Predator” quando ci si riferisce alla creatura è stata presa da una conversazione che Olivia Munn ha avuto prima delle riprese con sua sorella che ha studiato scienze.
  • Quando vede per la prima volta il Predator legato ad un tavolo, il personaggio di Olivia Munn chiama la creatura “un bel mostro schifoso”. Questo è un cenno al “Predator “originale in cui Arnold Schwarzenegger scoperto il volto della creatura sotto la maschera esclama: “Ma allora sei un mostro schifoso!”. Questa battuta è stato usata / citata in tutti i sequel.
  • Shane Black ha rivelato che il primo montaggio del film era così cupo che è stato soprannominato “Night Cut” e ha portato a riprogrammare l’intero terzo atto del film.
  • L’attore Steve Wilder (noto anche come Steve Wilder Striegel) era stato originariamente scelto come personaggio minore in questo film, ma la 20th Century Fox ha rimosso le sue scene pochi giorni prima del completamento dela film, quando l’attrice Olivia Munn ha informato lo studio che l’attore era stato arrestato, accusato e registrato come molestatore sessuale nel 2010. Wilder era stato accusato di aver tentato di attirare una ragazza di 14 anni in una relazione sessuale via internet. Il regista Shane Black (che aveva già ingaggiato Striegel in piccoli ruoli in Iron Man 3 e The Nice Guys) inizialmente ha difeso il casting come se avesse dato ad una vecchio amico una seconda possibilità, ma in seguito si è scusato e si è preso la piena responsabilità per aver causato la controversia.
  • Garry Chalk, che interpreta un impiegato delle poste nel film, è conosciuto come la voce di Optimus Primal nei Transformers e, occasionalmente, di Optimus Prime. Peter Cullen, la voce originale di Optimus Prime, ha invece fornito la voce al Predator nell’originale Predator (1987).
  • Questo film ha segnato la sesta volta in cui il Predator è apparso in una versione cinematografica, dopo Predator (1987), Predator 2 (1990), Alien vs. Predator (2004), Aliens vs. Predator 2 (2007) e Predators (2010).
  • Le scene dell’attore Edward James Olmos sono state tutte tagliate in fase di montaggio.
  • Se si guarda con attenzione le location della scuola, del campo di football e del fienile in cui sono state girate alcune scene del film, si può notare che sono la stessa scuola, campo di football e fienile usati nella serie tv Smallville.
  • La nota lasciata per il personaggio di Jacob Tremblay contiene la frase “Ti faccio a pezzi”. Si tratta di una frase del personaggio di Bill Duke, Mac, nel Predator originale.
  • In una scena viene menzionata la fittizia “Woodruff Road”. Tom Woodruff Jr ha lavorato a numerosi film di “Predator” e alla serie “Alien” come esperto di effetti speciali.
  • La “John Hopkins Universit” citata  nel film è un tributo ai registi dei primi due film del franchise. John McTiernan e Stephen Hopkins.
  • Olivia Munn è la prima attrice protagonista della serie “Predator” che non è di origine latinoamericana. In Predator (1987)  c’era Elpidia Carrillo, in Predator 2 (1990) Maria Conchita Alonso e in Predators (2010) Alice Braga. Munn è di origine asiatico-americana.
  • Diretto e scritto da Shane Black e Fred Dekker, The Predator è stato al centro di qualche battuta soprattutto nel Regno Unito per essere stato “un film di Black & Dekker”, un riferimento alla “Black & Decker”, produttore di utensili elettrici e accessori per il fai-da-te.
  • Thomas Jane, Olivia Munn e Boyd Holbrook hanno tutti recitato in un film Marvel (non-UCM). Jane era Frank Castle in The Punisher (2004), Munn era la mutante Psylocke in X-Men: Apocalisse (2016), e Holbrook era il cyborg Donald Pierce in Logan – The Wolverine (2017).
  • Sia Mahershala Ali che Trevante Rhodes, protagonisti del film vincitore del premio Oscar Moonlight (2016), sono presenti nella serie cinematografica di “Predator”. Ali appare in Predators (2010), mentre Rhodes è nel cast di The Predator (2018).
  • L’albero che cade vicino a Quinn durante la battaglia finale è stato realizzato interamente in CG.
  • Questa è la seconda volta che Jacob Tremblay (Rory McKenna) e Thomas Jane (Baxley) hanno lavorato insieme. In precedenza i due hanno recitato in Somnia (2016).
  • Il finale originale della sceneggiatura includeva un cameo di Dutch Schaeffer (Arnold Schwarzenegger). Dopo aver sconfitto il “Super Predator”, Quinn, Casey e Rory stanno riprendendo fiato quando un elicottero atterra e Dutch, descritto con un “volto tormentato, segnato dal dolore”, scende dla velivolo e dice ai tre di seguirlo. Schwarzenegger ha letto la sceneggiatura e ha rifiutato il cameo.
  • Il Predator mostrato nel teaser poster è in realtà il “Predator crocifisso” del film Predators (2010), identificabile dal danno alla sua maschera.
  • Nella scena di Halloween la maschera di Predator che Rory indossa e in realtà la maschera del predator originale che Jean-Claude Van-Damme indossava per il primo film Predator. Quella maschera venne abbandonata quando John McTiernan e Stan Winston decisero di ridisegnare la creatura.
  • Le musiche originali del film sono di Henry Jackman (Kick-Ass, X-Men – L’inizio, Captain America: Civil War, Kong: Skull Island)
  • Il film costato 88 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo circa 123.

 

 

 


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