The Midnight Man: recensione del film horror con Robert Englund e Lin Shaye

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Dopo Babadook, Bughuul e il Bye Bye Man approda sul grande schermo un altro demoniaco “boogeyman” protagonista nell’horror The Midnight Man.

Cast e personaggi

Robert Englund: Dr. Goodberry
Grayson Gabriel: Miles
Emily Haine; Kelly
Gabrielle Haugh: Alex Luster
Summer H. Howell: Anna
Callie Lane: Giovane Alex
Keenan Lehmann: Max
Louise Linton : Annie Luster
Abigail Pniowsky: Giovane Kelly
Meredith Rose: Mary
Lin Shaye: Anna
Michael Sirow: Alan
Kyle Strauts: The Midnight Man
Luca Villacis: Jaden

La trama

Alex (Gabrielle Haugh) è una ragazza che ha deciso di prendersi cura della nonna Anna (Lin Shaye) affetta da demenza senile. Rovistando nella soffitta della casa, Alex trova le indicazioni per un gioco che se giocato correttamente risveglierà “L’uomo di Mezzanotte” (Kyle Strauts), un essere malvagio che si ciba di paura ed è in grado di far avverare le fobie che affligono le sue vittime. All’inizio Alex e l’amico Miles (Grayson Gabriel) pensano che il gioco sia divertente e fondalmente innocuo. Lo è, fino a quando L’uomo di Mezzanotte non accetterà la sfida e si manifesterà, iniziando così una partita da incubo a cui si aggiungerà un terzo giocatore, Kelly (Emily Haine), un’amica di Miles. Quando il Dr. Goodberry (la leggenda horror Robert Englund) arriverà nella casa per controllare le condizioni di salute di Anna, svelerà ad Alex di conoscere L’uomo di Mezzanotte, e avvertirà i ragazzi che quando questo essere demoniaco si manifesta non ama rispettare le regole e gioca per vincere.

La nostra recensione

Altro giro altro “boogeyman” e soprattutto altro horror sovrannaturale, filone che sembra stia raggiungendo un certa saturazione. The Midnight Man, remake di un omonimo horror indipendente del 2013, segue ligio i cliché del genere, ma il regista Travis Zariwny, al suo secondo remake dopo aver “rifatto” il Cabin Fever di Eli Roth, non riesce proprio a dare un’impronta personale al racconto e si affida interamente al suo “mostro”, mostrandolo a tutto campo e smorzandone inesorabilmente l’alone di mistero che ogni “boogeyman” che si rispetti dovrebbe preservare. A tal proposito abbiamo notato in alcuni titoli horror più recenti una certa predilezione dei registi a “sbattere il mostro in prima pagina”, errore grossolano e soprattutto una scelta rischiosa a meno che non si abbia per le mani una potenziale icona horror, e L’uomo di Mezzanotte purtroppo non ha i numeri.

Il cast del film risulta interessante, ma come per la storia risulta sfruttato malamente. Lin Shaye nota per il ruolo della sensitiva Elise Rainier nella saga Insidious recita pericolosamente sopra le righe e il doppiaggio italiano non aiuta; la leggenda horror Robert Englund ha un ruolo di contorno piuttosto scialbo, mentre la giovane protagonista Gabrielle Haugh, che abbiamo apprezzato decisamente di più nel recente Jeepers Creepers 3, qui non può far altro che mettersi al servizio di un copione davvero poco ispirato.

Non si può dire che il regista Travis Zariwny non dimostri un certo entusiasmo nell’approcciare il genere, si percepisce forte la volontà di omaggiare su schermo l’horror nella sua connotazione più iconica, e su tutti spicca naturalmente la serie Nightmare e l’icona horror Freddy Krueger, la presenza nel cast di Robert Englund non è una mera coincidenza. Il volenteroso Zariwny prova anche a ricreare alcune sequenze di stampo onirico, strizza l’occhio alla saga che ha lanciato Englund, ma finisce per risultare poco incisivo proprio laddove avrebbe potuto “nobilitare” l’impatto visivo del film.

Tra le cose che abbiamo apprezzato in The Midnight Man c’è stato il tentativo di utilizzare di un mix di effetti pratici e CG, parliamo di tentativo perché il regista anche dal punto di vista degli effetti speciali pecca d’ingenuità, e dopo aver mostrato troppo L’uomo di Mezzanotte finisce anche per esagerare nelle scene “gore” con un eccesso di entusiasmo e qualche effettaccio di troppo finendo per sconfinare nel dozzinale.

Come accennato nell’incipit della recensione, il filone dell’horror sovrannaturale è ormai saturo e The Midnight Man è uno di quei titoli che sarebbe stato meglio riservare per una più consona uscita “direct-to-video”, onde lasciare spazio a titoli horror più interessanti che di certo non mancano. Con titoli come Babadook e Sinister che hanno stabilito il “range” di riferimento, The Midnight Man non regge il confronto, certo non siamo sui livelli di titoli imbarazzanti come Bedevil – Non installarla, ma se dovessimo prendere un titolo a paragone, il recente The Bye Bye Man, pur senza strafare,  è sicuramente un titolo più appetibile anche a livello di intreccio narrativo.

 

 


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