The End? L’inferno fuori: recensione dello zombie horror con Alessandro Roja

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Ha debuttato nei cinema d’Italia l’horror The End? L’inferno Fuori. Leggi la recensione dello zombie-movie italiano prodotto dai Manetti Bros., diretto dall’esordiente Daniele Misischia e interpretato da Alessandro Roja, Euridice Axen, Claudio Camilli, Benedetta Cimatti, Carolina Crescentini, Bianca Friscelli e Roberto Scotto Pagliara.

La trama

 

In una Roma frenetica e più congestionata del solito, Claudio (Alessandro Roja), un importante uomo d’affari cinico e narcisista, rimane bloccato in ascensore a causa di un guasto. Quel fastidioso inconveniente sarà solo l’inizio. Bloccato tra due piani e intrappolato in una gabbia di metallo, dovrà fare i conti con qualcosa di disumano e aberrante. La città è in preda al delirio, un virus letale sta trasformando le persone. Solo l’istinto di sopravvivenza potrà contrastare l’apocalisse ormai inevitabile.

 

La nostra recensione

 

Al panorama horror italiano sempre più di nicchia si aggiunge “The End? L’inferno Fuori”, uno zombie-movie girato quasi tutto all’interno di un ascensore dove Alessandro Roja, meglio noto come il Dandi della serie tv Romanzo criminale, interpreta un cinico uomo d’affari che si troverà a guardare l’evolversi di un evento apocalittico a sfondo zombie dall’interno di un ascensore, e noi spettatori con lui.

L’esordiente Daniele Misischia dopo una lunga serie di cortometraggi e lungometraggi indipendenti collabora con i Manetti Bros. come operatore mdp e regista di seconda unità nelle serie tv Il Commissario Rex e L’Ispettore Coliandro, prima di esordire con questo lungometraggio “zombie” prodotto dai due filmmakers romani. Impeccabile dal punto di vista visivo, “The End? L’inferno Fuori” risulta troppo limitato dal punto di vista dell’ambientazione, limitazione che rende la location interessante in principio, ma “faticosa” con il dipanarsi della vicenda.

Il volenteroso Alessandro Roja, qui protagonista assoluto, ce la mette davvero tutta per dare al racconto un po’ di ritmo, costretto a più riprese ad una recitazione a tratti forzata e sopra le righe, ma è lo scotto da pagare quando si sceglie un’ambientazione così penalizzante dal punto di vista della narrazione. A suo tempo l’horror Devil prodotto da M. Night Shyamalan ci era sembrato già un azzardo con i suoi cinque sconosciuti bloccati in ascensore con il diavolo in persona, e Misischia eccede in entusiasmo sperando di poter tenere desta l’attenzione dello spettatore per un’ora abbondante con un solo attore supportato da un manipolo di “infetti” alla 28 giorni dopo dal make-up grottesco che fanno capolino a corrente alternata, qualche “passante” dal destino segnato e da un secondo personaggio “giocante” inserito fuori tempo massimo, piuttosto passivo e di fatto incapace di creare una qualsivolglia dinamica che dia un po’ di vigore alla messinscena.

E’ indubbio che “The End? L’inferno Fuori” sia visivamente una spanna sopra titoli similari e ci sia la volontà di dare un minimo di credibilità ai personaggi a livello di recitazione, ma non possiamo non sottolineare la mancanza di sostanza di cui soffre complessivamente l’intero film. In questo caso si doveva osare di più, un budget limitato per gli esordi di alcuni dei più grandi registi horror ha rappresentato quasi sempre una spinta in più, uno stimolo a superare certi confini e a non lasciarsi imbrigliare a livello creativo, e purtroppo “The End? L’inferno Fuori” scorre via senza un vero coinvolgimento emotivo, privo di quel guizzo che resta nella memoria e di tutte quelle strizzatine d’occhio ai fan del genere che sono d’obbligo in operazioni come questa.

“The End? L’inferno Fuori” è un’opera prima interessante a livello tecnico, dai movimenti di macchina alla fotografia il film è sin troppo impeccabile, ma sembra mancare l’entusiasmo dell’appassionato o meglio non lo si riesce a percepire forse per un eccesso di zelo nel voler realizzare qualcosa di troppo “perfettino”, se si vuole approcciare un certo tipo di horror bisogna sporcarsi le mani, prendersi un po’ meno sul serio e soprattutto osare e fare dell’eccesso virtù.

Data di uscita: Al cinema dal 14 agosto 2018

 

Note del regista

 

“The end? L’inferno fuori” è un esperimento, quello di riuscire a raccontare una storia di tensione, paura e suspense rimanendo chiusi tra le quattro mura metalliche di un ascensore. Un progetto complicato e a volte ostico ma sicuramente divertente e stimolante. I film con un’unica location mi sono sempre piaciuti, darsi un enorme limite per poter creare qualcosa di originale. L’idea era quella di rinchiudere un personaggio in un piccolo ambiente per poi far dimenticare al pubblico che il film è solo lì. In fase di scrittura è necessario mantenere alta la concentrazione sul personaggio e sulle disgrazieche gli capitano, quindi, con buona fantasia, creare una serie di situazioni sempre più pericolose e di conflitto, andando a sfociare in momenti puramente d’azione. Alessandro Rojaè stato in grado di mettere in scena un personaggio all’inizio odioso e narcisista che, dopo un susseguirsi di disavventure, si trasforma in una persona più umana e sensibile disposta a tutto per risolvere da solo la situazione e cercare di salvare chi gli sta vicino. Sin dall’inizio volevo che questo horror non fosse il classico film splatter di nicchia, era quindi importante dare rilievo al lato psicologico della storia. Mi affascinava pensare che il protagonista fosse impotente a ciò che capitava a pochi metri da lui e che cercasse di fare qualsiasi cosa per aiutare i suoi colleghi o i propri cari fuori dall’ascensore Il protagonista è un uomo comune in una situazione molto singolare. Ovviamente non potevano mancare scene d’azioneche vanno a sottolineare il “genere puro”. Il film vuole essere una disturbante e divertente corsa sulle montagne russe…ovvero sul sistema nervoso del protagonista che, di scena in scena viene messo sempre più a dura prova.

 

 

 


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