Stasera in TV: “Chernobyl Diaries – La mutazione” su Italia 2

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Stasera in tv su Italia 2: Chernobyl Diaries – La mutazione, thriller-horror del 2012 diretto da Bradley Parker e interpretato da Jesse McCartney, Jonathan Sadowski, Devin Kelley, Ingrid Bolsø Berdal, Olivia Taylor Dudley e Nathan Phillips.

Cast e personaggi

Jesse McCartney: Chris
Jonathan Sadowski: Paul
Devin Kelley: Amanda
Ingrid Bolsø Berdal: Zoe
Olivia Taylor Dudley: Natalie
Nathan Phillips: Michael
Dimitri Diatchenko: Yuri
Milos Timotijevic: guardia del check point
Milutin Milosevic: teppista ucraino
Ivan Djordjevic: teppista ucraino
Ivan Jovic: teppista ucraino
Zinaida Dedakin: proprietaria ristorante
Ivana Milutinovic: piccola ragazza
Alex Feldman: medico Goldshmidt
Kristof Konrad: medico Grotzky
Pasha D. Lychnikoff: medico
Jay Kash: umanoide

 

La trama

 

Un gruppo di ragazzi composto da Chris (Jesse McCartney), la sua fidanzata Natalie (Olivia Taylor Dudley) e la loro comune amica Amanda (Devin Kelley), mentre stanno viaggiando in Europa decidono di far tappa a Kiev, in Ucraina per far visita a Paul (Jonathan Sadowski) il fratello di Chris. Dopo una notte in città, Paul suggerisce di fare qualcosa di diverso e prropone un “tour estremo” nella città abbandonata di Prypiat che si trova a pochi chilometri dalla centrale nucleare di Chernobyl, luogo del celebre disastro. I quattro si uniscono così ad una coppia di fidanzati, la norvegese Zoe (Ingrid Bolso Berdal) e l’australiano Michael (Nathan Phillips) e a bordo di un furgone partono alla volta di Prypiat guidati dall’ex-soldato Uri (Dimitri Diatchenko), che però una volta giunto sul posto si vede negare dall’esercito ucraino l’accesso alla città. Uri spinto dal gruppo trova un’accesso alternativo e riesce a raggiungere il centro della cittadina abbandonata, iniziando così un’esplorazione che porterà il gruppo a scoprire segni di alcune inquietanti presenze, e quando il furgone sarà manomesso quelli che erano solo sospetti si trasformeranno in terrificanti certezze.

 

La nostra recensione

 

Ansiogena atmosfera da survival-horror per Chernobyl Diaries – La mutazione, l’esordio alla regia dell’esperto di effetti visivi Bradley Parker supportato produttivamente da Oren Peli, creatore della serie Paranormal Activity e co-produttore di Insidious.

Sorvolando sull’opinabilità nello scegliere il teatro di una tragedia come ambientazione per un horror, Parker e Peli in un periodo in cui il formato found footage imperversava nel genere horror decidono di ibridarlo nella modalità utilizzata nella serie tv The River, prodotta da Peli e cancellata nel 2012 dopo una sola stagione. Parker per il film ricorre all’utilizzo di riprese con macchina a spalla, inserti musicali e solo qualche stralcio di found footage, permettendo così al regista di mostrare una notevole padronanza della macchina da presa.

Punto di forza dell’operazione è l’immersiva location spettrale e disadorna, ben supportata cromaticamente da una fotografia livida che per fortuna si adatta all’evolversi degli eventi rendendo meno confuse le sequenze poco illuminate e che ben incornicia la città fantasma, che accoglie il gruppo di sprovveduti turisti della domenica (che senza dubbio non hanno visto “Hostel”), diventando di fatto protagonista assoluta del film.

La capacità tecnica di Parker e l’azzeccata location riescono per quasi l’intera durata del film a sopperire alla sorprendente mancanza di “gore”, a personaggi credibili ma tagliati con l’accetta e ad incombenti presenze ostili mai palesate se non in qualche fugace inquadratura, questo sarebbe un bene se nell’ultima mezz’ora di girato si desse spazio al repertorio tipico di queste produzioni, ma purtroppo per qualche oscuro motivo Parker decide di non mostrare praticamente nulla, trasformando così i minuti finali in una lunga corsa a perdifiato nei meandri di oscuri sotterranei e claustrofobici tunnel, per chiudere il tutto in fretta e furia con un finale purtroppo deludente e palesemente tirato via.

Chernobyl Diaries – La mutazione promette troppo perdendosi lungo la strada. Seppur girato con indubbia dovizia tecnica, la messincena finisce per creare una tensione a cui il regista sembra incapace di dare visivamente sfogo, che se in un thriller canonico si sarebbe potuto tollerare, magari sopperendo con un adeguato scavo dei personaggi, in un film che ammicca a classici come Le colline hanno gli occhi e la serie Wrong Turn diventa un limite enorme, che finisce per frustrare lo spettatore più paziente che a fine corsa si ritrova con un pugno di mosche e novanta minuti di un’infinita premessa.

 

Curiosità

 

  • Il regista esordiente Bradley Parker è un esperto di effetti visivi, i suoi crediti includono Lake Placid, Pianeta rosso, The Time Machine, xXx e il sequel Godzilla: King of the Monsters in uscita nel 2019.
  • Nel ruolo di Chris troviamo il cantante Jesse mcCartney doppiatore nella serie Alvin Superstar e nel cast principale della serie tv Greek.
  • The Chernobyl Diaries – La mutazione è ambientato a Pryp’jat’, una città fantasma situata a nord dell’Ucraina, vicino al confine bielorusso a circa 110 km da Kiev, nella vasta area paludosa della Polesia. La città è stata abbandonata dopo il disastro nucleare avvenuto nel 1986 alla centrale di Černobyl’, che si trova a circa 3 km di distanza.
  • Le riprese sono state effettuate in Serbia ed Ungheria dove la città di Pripjat’ è stata fedelmente ricostruita.
  • Il produttore Oren Peli ha inizialmente pensato all’idea della storia quando ha visto un blog fotografico pubblicato da una ragazza che viaggiava attraverso Pripyat su una motocicletta [elenafilatova.com].
  • I tour reali ucraini a Prypiat e Chernobyl possono essere prenotati online per meno di 100 dollari.
  • Lo sceneggiatore e produttore Oren Peli, che ha anche creato Paranormal Activity,  ha difeso fortemente questo film contro le affermazioni che era insensibile ad un disastro devastante, affermando: “L’ho trovato molto triste e affascinante, inquietante e raccapricciante…Ho pensato che sarebbe stato un ottimo scenario per un film horror spaventoso, non è mai stata nostra intenzione offendere nessuno”.
  • Dopo i titoli di coda, il suono finale percepito dall’osservatore è un contatore Geiger che indica rapidamente l’innalzamento delle radiazioni.
  • A quanto riferito dal sito Reuters almeno 1 organizzazione ha cercato di usare il film per sensibilizzare e finanziare aiuti per i bambini vittime del disastro. Il produttore Peli si è detto soddisfatto di questo aspetto, ma ha affermato: “Non ho intenzione di fingere che questo fosse il mio obiettivo principale: il mio obiettivo principale era creare un film che la gente trovasse divertente e spaventoso e che potesse apprezzarlo”.
  • Dopo questo film gli attori Jonathan Sadowski e Jesse McCartney hanno lavorato insieme nella sitcom Young & Hungry – Cuori in cucina.
  • Il film costato 1 milione di dollari ne ha incassati nel mondo circa 37.

 

La colonna sonora

 

  •  Le musiche originali di The Chernobyl Diaries – La mutazione sono del compositore e sound designer italiano Diego Stocco alla sua prima colonna sonora per il grande schermo.
  • Diego Stocco vive negli Stati Uniti dove lavora alla produzione di colonne sonore per film e videogiochi. I crediti di Stocco includono i videogiochi The Conduit, Far Cry Instincts e Assassin’s Creed: Revelations; la serie tv I Tudors (music sound designer – 10 episodi) e i film Trappola in fondo al mare (music designer), Crank (music designer), Takers (musical sound designer), Sherlock Holmes (featured soloist) e Immortals (ambient music designer).
  • La colonna sonora di The Chernobyl Diaries – La mutazione include i brani: “Alright” di Supergrass, “Magic” di Vika e “No Reflection” di Marilyn Manson.

 

TRACK LISTINGS:

1. Empty Forest
2. Abandoned Town
3. Hunt
4. Stranded
5. Bait
6. Pain
7. Arena
8. Encounter
9. Humanoids
10. End Credits

 

 

 


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