Stasera in TV: “V per Vendetta” con Natalie Portman su 20 Mediaset

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Stasera in tv su 20 mediaset: V per Vendetta, thriller d’azione del 2005 tratto dal fumetto di Alan Moore e David Lloyd, prodotto da Laurence e Lilly Wachowski, diretto da James McTeigue e interpretato Hugo Weaving, Natalie Portman, Stephen Rea, Stephen Fry e John Hurt.

Cast e personaggi

Hugo Weaving: V (voce italiana di Gabriele Lavia)
Natalie Portman: Evey Hammond (voce italiana di Connie Bismuto)
Stephen Rea: Eric Finch
Stephen Fry: Gordon Deitrich
John Hurt: Adam Sutler
Tim Pigott-Smith: Peter Creedy
Rupert Graves: Dominic Stone
Roger Allam: Lewis Prothero
Ben Miles: Roger Dascombe
Sinéad Cusack: Delia Surridge
Natasha Wightman: Valerie Page
Imogen Poots: Valerie Page (giovane)
John Standing: Vescovo Anthony James Lilliman
Eddie Marsan: Brian Etheridge
Clive Ashborn: Guy Fawkes

 

La trama

 

Inghilterra 2019, la popolazione è oppressa da un regime che oltre ad una efficiente e spietata polizia segreta, ha il totale controllo sui mass-media. La dittatura non solo mediatica, e la violazione dei più basilari diritti civili, è figlia dalla necessità di uscire da un periodo buio in cui lo scontro politico ha causato la morte di molti cittadini britannici, coinvolti in manifestazioni di protesta, sfociate in una violenta guerriglia urbana.

Dalle macerie di questi scontri e di una nazione in balia di caos, violenza e terrore sorgerà, alimentando ad arte la paura, un partito neoconservatore appoggiato dal popolo e capeggiato dall’Alto Cancelliere Adam Sutler (John Hurt), che porterà si la pace, ma anche la fine di ogni libertà.

Il regime però finirà per generare contrapposti estremismi, e cosi Londra diventerà il palcoscenico di una nuova figura mascherata conosciuta come “V” (Hugo Weaving), che ispirandosi alle gesta del famigerato Guy Fawkes, cospiratore britannico che tentò nel 1605 di far saltare il Parlamento inglese, seminerà il panico nelle istituzioni, con incursioni mediatiche e attentati dinamitardi.

“V” durante l’ennesimo atto dimostrativo in un’emittente televisiva coivolgerà nell’azione la giovane Evey Hammond (Natalie Portman), che si ritroverà suo malgrado sospettata di collaborare con il famigerato terrorista, sulle cui tracce il governo ha messo il detective Finch (Stephen Rea), il quale durante le indagini scoprirà lo sconvolgente mistero che si cela dietro la maschera dell’anarchico vendicatore del popolo.

 

La nostra recensione

 

Il produttore Joel Silver e le sorelle Wachowski, rispettivamente produttore e registe della trilogia “Matrix” portano sul grande schermo V per Vendetta, graphic-novel capolavoro di Alan Moore e David Lloyd. Le Wachowski scrivono la sceneggiatura e lasciano l’onere della regia all’australiano James McTeigue (Ninja Assassin) all’epoca esordiente.

La trama del fumetto originale viene pesantemente rimaneggiata onde rendere l’anarchico “V” un antieroe piuttosto che uno spietato terrorista, ma resta intonso l’intrigante scenario distopico nobilitato da un look “dark” molto ben gestito a livello di messinscena.

Il cast può contare su un’intensa Natalie Portman e un carismatico Hugo Weaving, Mr. Smith in “Matrix” e Elrond il signore degli elfi nelle trilogie tolkeniane di Peter Jackson, stavolta l’attore punta tutto su voce e postura visto che impersona l’antieroe in maschera “V”.

Nonostante il film si discosti a più riprese dal materiale originale, non si può non lodare la capacità di creare una pellicola che si rivela ideale “ponte” tra fumetto e cinema, in una modalità meno radicale di cinecomic “duri e puri” come “300” e “Sin City”, ma più vicino alla visione del sottovalutato “Watchmen” (altro fumetto di Alan Moore).

“V per Vendetta” sfrutta con dovizia un racconto di genere distopico capace di rievocare il lato oscuro della politica e inquietudini di stampo nazista, ma anche un’odierno strizzare l’occhio ad un serpeggiante pensiero “totalitarista” pronto a cibarsi di un sempre più diffuso malcontento popolare, tematiche inquietanti e più attuali che mai.

 

Curiosità e colonna sonora

  • Il film è tratto dal graphic-novel “V for Vendetta”, scritto da Alan Moore e illustrato da David Lloyd, .
  • La scena del domino, dove V innesca la caduta di tessere del domino nere e rosse per formare una gigantesca lettera V, ha coinvolto ventiduemila tessere del domino. Ci sono voluti quattro assemblatori di domino professionali e duecento ore per installarlo.
  • Alcune scene del film presentano James Purefoy nei panni di V, originariamente scelto nel ruolo, ma sostituito da Hugo Weaving dopo sei settimane di riprese. La voce di Weaving è stata semplicemente sovrapposta alla performance di Purefoy in post-produzione.
  • Nel fumetto, l’illustratore David Lloyd ha spesso modificato la maschera di Guy Fawkes per adattarsi all’umore o al tono di una scena particolare. I realizzatori hanno pensato di progettare maschere sottilmente diverse, ma alla fine hanno deciso di modificare ombreggiatura e illuminazione in post-produzione.
  • La serie a fumetti originale è stata originariamente creata da Alan Moore. Tuttavia, in seguito alla sua esperienza negativa con La vera storia di Jack lo Squartatore (2001) e La leggenda degli uomini straordinari (2003), Moore decise di respingere denaro e crediti proposti da Hollywood su qualsiasi adattamento di un suo lavoro. Così l’autore ha scelto di dare tutti i soldi che avrebbe ottenuto per i diritti all’artista che ha disegnato il personaggio con lui, e ha rifiutato il suo credito “creato da” nel film.
  • Lo scambio tra Evey e V che termina con V che dice “Una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare!” è  un riferimento ad una famosa parafrasi delle parole dell’Anarco-femminista americana Emma Goldman (1869-1940).
  • Nel fumetto originale, la causa di V è l’anarchia, non la libertà. Alan Moore è stato molto critico nei confronti del film per aver cambiato quella che ha definito la struttura “anarchia contro fascismo” del suo graphic-novel, in quella che ha visto come un’esplorazione del “neo-liberismo americano contro il neo-conservatorismo americano” che avrebbe dovuto essere ambientato negli Stati Uniti invece della Gran Bretagna.
  • V indossa una maschera che rappresenta il militare e cospiratore inglese Guy Fawkes, membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che tentarono di assassinare con un’esplosione il re Giacomo I d’Inghilterra e tutti i membri del parlamento inglese riuniti nella Camera dei lord per l’apertura delle sessioni parlamentari dell’anno 1605, complotto passato alla storia come la “congiura delle polveri”.
  • Il film omette o modifica diversi dettagli importanti al fine di rendere V e le sue azioni più moralmente accattivanti. Inoltre, il governo, sebbene più sinistro nel film, è allo stesso tempo meno umano, con le autorità che nel fumetto risultano più complesse. Ad esempio il Cancelliere Sutler (Adam Susan nel romanzo) è un uomo goffo e timido, che crede sinceramente nel fascismo e lascia tutte le decisioni importanti a F.A.T.E., un supercomputer che non appare nel film. V, d’altra parte, è molto più violento e meno selettivo rispetto a chi uccide, spesso uccidendo anche innocenti nelle sue azioni. Il suo scopo non è la libertà, ma l’anarchia, e in realtà ha un comportamento abusivo con Evey, che nel fumetto è una prostituta sedicenne e analfabeta. Gordon Deitrich è un criminale e amante di Evey e viene ucciso da un altro criminale. Inoltre, la trama centrale del film, del governo che bersaglia la popolazione con un attacco biologico, non è presente nel fumetto, dove si accenna invece ad una guerra nucleare i cui responsabili non vengono esplicitati. Tutti questi cambiamenti hanno fatto infuriare Alan Moore, che sosteneva che il concetto di governo fascista nel suo lavoro era stato “stravolto” e per questo ha rifiutato di essere collegato al film.
  • La maschera di Guy Fawkes, che V indossa nel film, ha ispirato il look del gruppo di hacker noto come “Anonymous”.
  • Bryce Dallas Howard, Scarlett Johansson e Keira Knightley hanno sostenuto l’audizione per il ruolo di Evey Hammond.
  • James Purefoy originariamente scelto come V ha lasciato il set a riprese in corso a causa della difficoltà di indossare una maschera per l’intero film.
  • La canzone che suona nel jukebox quando Evey dice a V che se ne sta andando è “I Found A Reason” di Cat Power.
  • Lo specchio recita: “Vi veri universum vivus vici”, frase latina utilizzata dall’occultista inglese Aleister Crowley (erroneamente attribuita al “Faust” nel film) significa: “Con la forza della verità, da vivo, ho conquistato l’universo.”. La parola “Vniversum” è scritta erroneamente nel film e nel fumetto originale, come “Veniversum”.
  • Nel fumetto, Gordon Dietrich non è solo l’amante di Evey, ma un uomo viscido, cinico e più un complice e colpevole del sistema piuttosto che una vittima. Nel film è invece un uomo gay che critica il sistema, nasconde la sua omosessualità e alla fine muore per questo. Stephen Fry, che interpreta Deitrich, ha sostenuto con forza le modifiche al personaggio, essendo un appassionato difensore dei diritti degli omosessuali e molto critico verso il governo.
  • A sinistra del jukebox c’è il dipinto “Giovanni Arnolfini e la sua sposa” (1434) di Jan Van Eyck.
  • Prima di girare il film, James McTeigue ha studiato il film di Gillo Pontecorvo La battaglia di Algeri (1966).
  • Kenneth Branagh era legato a questo film alla fine degli anni ’80.
  • La parola “fascismo” non è mai menzionata nell’intero film.
  • Le musiche originali di “V per Vendetta” sono del compositore italiano Dario Marianelli (Orgoglio e pregiudizio, Espiazione, Kubo e la spada magica, L’ora più buia).
     

TRACK LISTINGS:

1. Remember Remember – Dario Marianelli
2. Cry Me A River (1991 – Remaster) – Julie London
3. Governments Should Be Afraid Of Their People.
4. Evey’s Story – Dario Marianelli
5. Lust At The Abbey – Dario Marianelli
6. The Red Diary – Dario Marianelli
7. Valerie – Dario Marianelli
8. Evey Reborn – Dario Marianelli
9. I Found A Reason – Cat Power
10. England Prevails – Dario Marianelli
11. The Dominoes Fall – Dario Marianelli
12. Bird Gurhl – Antony And The Johnsons
13. Knives And Bullets (And Cannons Too) – Dario Marianelli

 

 

 

 

 


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