Stasera in tv: Frankenstein Junior su NOVE

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Stasera in tv su Nove Frankenstein Junior (Young Frankenstein), film parodia del 1974 diretto da Mel Brooks e interpretato da Gene Wilder, Peter Boyle, Marty Feldman, Cloris Leachman, Teri Garr e Gene Hackman.

Cast e personaggi

Gene Wilder: dott. Frederick von Frankenstein
Peter Boyle: la Creatura
Marty Feldman: Igor
Cloris Leachman: Frau Blücher
Teri Garr: Inga
Kenneth Mars: isp. Hans Wilhelm Friederich Kemp
Richard Haydn: notaio Gerard Rosenthal (Herr Falkstein nella versione originale)
Liam Dunn: sig. Hilltop
Gene Hackman: eremita cieco
Madeline Kahn: Elizabeth

 

La trama

Il giovane medico e celebre professore universitario Frederick Frankenstein (Gene Wilder) è il nipote del famigerato dottor Victor von Frankenstein. Frederick si vergogna dell’eredità del folle nonno, quindi oltre a modificare al pronuncia del suo cognome in “Frankestin”, rigetta ogni teoria postulata dall’odiato parente schernendone ogni minima credibilità scientifica. Frederick riceve la visita inattesa da parte di un notaio che gli comunica che il barone ha lasciato a Frederick un castello in Transilvania. Nonostante un forte scetticismo e il disprezzo per gli esperimenti del nonno, Frederick si reca in Romania, dove incontra l’imprevedibile aiutante gobbo Igor (Marty Feldman), nipote del vecchio assistente del nonno, la procace assistente Inga (Teri Garr) e la sinistra e misteriosa Frau Blücher (Cloris Leachman). Quest’ultima, un tempo amante e assistente del Barone, tramite un sotterfugio, fa ritrovare a Frederick un diario con gli appunti del nonno. Frederick catturato dall’audacia del nonno, si ricrede e cerca a propria volta di dare vita ad una creatura (Peter Boyle) riportandola dalla morte.

 

La nostra recensione

 

Frankenstein Junior di Mel Brooks è un pietra di paragone quando si parla di parodie cinematografiche, questo spassoso gioiello senza tempo non è solo ispirato ad un genere molto amato, l’horror, ma intende omaggiare un’intramontabile icona dell’immaginario fantastico, la creatura di Frankenstein, che dagli anni ’30 agli anni ’70 ha creato un vero e proprio filone cinematografico, prima con l’americana Universal, poi con la britannica Hammer Film.

Brooks dimostra di conoscere a fondo la materia prima da immaginario fantastico da cui attinge, poiché ricrea alla perfezione, con l’ausilio di un meraviglioso bianco e nero, le suggestioni scenografiche dell’epoca fatte di vetusti castelli, nebbiosi cimiteri e laboratori segreti, aggiungendovi una serie di gag e battute memorabili ormai entrate nell’immaginario di milioni di spettatori. a disposizione di Brooks un cast fenomenale su cui spicca uno stralunato Gene Wilder in stato di grazia e naturalmente il grande Marty Feldman, i tempi comici del suo folle e spassoso “Aigor” sono da antologia.

Frankenstein Junior resta ad oggi un film irraggiungibile, vuoi per uno script che ha del miracoloso per tempi comici, vuoi per l’impegno profuso nell’immersiva messinscena che dimostra una passione vera per un genere considerato a torto di “serie B” e che ancora oggi ha una schiera di irriducibili fan.

Brooks non toccherà più una tale perfezione comica, nonostante torni al genere con un altra icona horror epocale, il Conte Dracula, che nel suo Dracula morto e contento con Leslie Nielsen fruirà di momenti davvero irresistibili, ma lontani dalle vette raggiunte con Frankenstein Junior.

 

Curiosità

 

  • Quando Mel Brooks si stava preparando per questo film, scoprì che Ken Strickfaden, che aveva realizzato gli elaborati macchinari elettrici per le sequenze dwl laboratorio nei film di Frankenstein della Universal era ancora vivo e viveva nell’area di Los Angeles. Brooks fece visita a Strickfaden e scoprì che aveva immagazzinato tutte le attrezzature nel suo garage. Brooks fece un accordo per affittare l’attrezzatura e diede a Strickfaden i crediti su schermo sullo schermo che non aveva ottenuto per i film originali.
  • Gene Wilder ha dichiarato che Frankemnstein Junior è il suo film preferito di sempre come attore.
  • Nel 1974 gli Aerosmith si sono presi una pausa da una lunga notte di registrazione per vedere Fankenstein Junior. Steven Tyler ha scritto il successo della band “Walk This Way” la mattina dopo aver visto il film, ispirato dalla prima scena di Marty Feldman, la scena alla stazione quando Igor prende un bastone e invita Wilder a seguirlo: “walk this way… this way” nell’edizione italiana “segua i miei passi…si aiuti con questo”.
  • Mel Brooks inizialmente pensava che la battuta “Walk this way / Segua i miei passi” fosse troppo banale e voleva tagliarla dal film. Ma, quando ha visto la reazione del pubblico durante una proiezione, ha deciso di lasciarla nel film. Inoltre Mel Brooks ha incluso varianti di questa battuta in La pazza storia del mondo (1981) e Robin Hood – Un uomo in calzamaglia (1993).
  • L’idea del dardo di Frederick che colpisce un gatto è stata improvvisata sul set con il regista Mel Brooks che ha “interpretato” il gatto.
  • I teschi che Freddy e Inga trovano nelle segrete del castello erano veri teschi tranne quello che “morto da sei mesi”, che era stato realizzato a mano.
  • L’esperimento menzionato dallo studente di medicina nella scena della lezione all’università, in cui Darwin conservò alcune parti di vermi in una scatoletta che cominciarono a muoversi, è menzionato nella prefazione di Mary Shelley al romanzo “Frankenstein”. Il Darwin in questione era Erasmus Darwin, nonno del famoso Charles Darwin.
  • Proprio come in Frankenstein (1931), sul mostro è stato usato un make-up per il viso di tonalità verdastra per rendere i suoi tratti più prominenti su pellicola in bianco e nero.
  • Il diario di cui parla Frederick contiene due estratti leggermente parafrasati del romanzo “Frankenstein ovvero il moderno Prometeo” di Mary Shelley.
  • Secondo Mel Brooks, lo studio ha provato ad ingannarlo per girare il film a colori. “Hanno detto ‘Va bene, lo faremo in bianco e nero, ma su pellicola a colori, in modo che possiamo mostrarlo in Perù, che ha appena ottenuto il colore, e io ho detto ‘No. No perché mi fregherete. Dite così e poi, per salvare la compagnia, rischieriete una causa e stamperete tutto a colori. Dev’essere su pellicola spessa in bianco e nero”.
  • Igor menziona che suo nonno (chiamato anche Igor come dimostra la prima visita di Frederick al laboratorio) era solito lavorare per il nonno di Frederick. È interessante notare che in Frankenstein (1931) il nome dell’assistente era Fritz. Igor (compitato Ygor) non apparve fino a Il figlio di Frankenstein (1939), dove lavorò per il figlio del “Dottore” originale
  • Il suono del lupo ululante durante il viaggio verso il castello è stato realizzato da Mel Brooks.
  • In una delle scene di un’assemblea di un villaggio, una delle figure autoritarie afferma di sapere già che cosa sta facendo Frankenstein basandosi su cinque precedenti esperienze. Mel Brooks ha detto che questo è un riferimento ai primi cinque film Universal, che Gene Wilder ha poi confermato sono: Frankenstein (1931), La moglie di Frankenstein (1935), Il figlio di Frankenstein (1939) e Il terrore di Frankenstein (1942).
  • Anche se Mel Brooks non appare in questo film, c’è un gargoyle “che sembra sospettosamente familiare”. È nell’ultima scena e può essere visto all’estrema sinistra dopo che la macchina da presa si allontana da Igor che sta suonando il corno francese. Il gargoyle in questione potrebbe non essere visibile nelle versioni in formato “pan-and-scan”.
  • Il periodico che il dottor Frankenstein legge mentre si trova sul treno è “The Lancet”, che, all’epoca, era un giornale medico di tutto rispetto. Attualmente è più famoso ora per aver pubblicato e successivamente ritirato un articolo che collegava l’autismo al vaccino MMR.
  • Nel numero musiclae “Putting On The Ritz”, Igor può essere visto brevemente suonare il piano sulla destra del palco.
  • Il cast di Frankenstein Junior comprende tre vincitori degli Oscar: Gene Hackman, Mel Brooks e Cloris Leachman; e tre candidati all’Oscar: Gene Wilder, Madeline Kahn e Teri Garr.
  • L’ispettore Kemp è stato ispirato da Lionel Atwill nel ruolo dell’ispettore Krogh in Il figlio di Frankenstein (1939).
  • Mel Brooks considera Frankenstein Junior il miglior film che abbia mai diretto, ma lo considera il numero tre tra i più divertenti, dopo Mezzogiorno e mezzo di fuoco (1974) e Per favore, non toccate le vecchiette (1967).
  • Il dipinto dietro l’ispettore Kemp nella sala riunioni del villaggio è “Ritratto dei cinque figli maggiori di Carlo I” di Anthony van Dyck.
  • Nel 2003 Frankenstein Junior è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
  • Nel 2000 l’AFI l’ha inserito il film al tredicesimo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi.
  • In Italia con 500.000 copie vendute Frankenstein Junior è il DVD classico di maggior successo della storia dell’home video.
  • Le musiche originali del film sono di John Morris, collaboratore di lunga data del regista Mel Brooks. Morris ha composto le colonne sonore di tutti i film di Brooks, fatta eccezione per Robin Hood – Un uomo in calzamaglia e Dracula morto e contento.

 

 

 

 

 


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