Solo: curiosità e recensione dello spin-off di Star Wars

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Leggi la recensione di Solo: A Star Wars Story, lo spin-off di Disney e Lucasfilm diretto da Ron Howard, scritto da Jon Kasdan e Lawrence Kasdan e interpretato da Alden Ehrenreich, Woody Harrelson, Emilia Clarke e Donald Glover.

Cast e personaggi

Alden Ehrenreich: Han Solo (voce italiana di Emanuele Ruzza)
Woody Harrelson: Tobias Beckett (voce italiana di Pasquale Anselmo)
Emilia Clarke: Qi’ra
Donald Glover: Lando Calrissian
Thandie Newton: Val Beckett
Phoebe Waller-Bridge: L3-37
Joonas Suotamo: Chewbecca
Paul Bettany: Dryden Vos

 

La trama

 

Salite a bordo del Millennium Falcon e unitevi al viaggio attraverso una galassia lontana lontana in “Solo: A Star Wars Story,” la nuova avventura della più amata canaglia dello spazio. Attraverso una serie di rischiose bravate vissute nel pericoloso sottobosco criminale galattico, Han Solo incontrerà Chewbacca, il suo futuro copilota, e Lando Calrissian, noto giocatore d’azzardo, in un viaggio che definirà il corso di uno dei più improbabili eroi della saga Star Wars.

 

La nostra recensione

 

Disney e Lucasfilm con Solo: A Star Wars Story affrontano il secondo spin-off della serie “Star Wars Anthology”, e dopo la missione per recuperare i piani della Morte Nera nell’ottimo Rogue One, arriva l’audace tentativo di fornire una storia di origine cinematografica all’iconico contrabbandiere spaziale e futuro eroe dell’Allenza Ribelle Han Solo, interpretato nella Trilogia originale e in “Il Risveglio della Forza” dall’attore Harrison Ford.

Iniziamo col dire che si è sfiorato il disastro durante la produzione di “Solo”, con i registi Phil Lord e Chris Miller (21 Jump Street, The Lego Movie) licenziati a riprese in corso e con oltre metà film già girato. A quel punto Lucasfilm ha reclutato il veterano Ron Howard (Cocoon, Willow, Apollo 13) per salvare la situazione, e bisogna ammettere che l’ex Richie Cunningham di Happy Days la situazione non solo l’ha salvata, ma ha confezionato un sentito omaggio alla Trilogia originale che si è rivelato una genuina, coinvolgente e nostalgica avventura spaziale per ogni fan che ha vissuto il fenomeno “Star Wars” da ragazzino.

In primis un plauso all’interpretazione di Alden Ehrenreich, elemento del film che destava più preoccupazione, il giovane attore non mette in scena un’imitazione di Harrison Ford, coglie e assimila alcune caratteristiche dello Han Solo originale come postura, espressioni e quell’ironia sbruffona che ha reso il personaggio iconico e le fa sue. Ehrenreich non indossa una metaforica maschera interpretativa, ma ne crea una propria che permette allo spettatore di non pensare a Harrison Ford durante la visione del film, ma bensì al personaggio “Solo”, per un sovrapporsi di sfumature che rendono il personaggio non solo credibile, ma catalizzante rispetto a comprimari di lusso come il Tobias Beckett del veterano Woody Harrelson o a nuove e promettenti leve come Donald Glover e il suo simpatico Lando Calrissian, da cui sinceramente ci attendevamo una performance molto più brillante.

La cosa che apprezziamo maggiormente di questi nuovi film, sia la nuova trilogia che gli spin-off, è la sensazione che alla Disney abbiano colto appieno il bisogno di riportare la saga, ad un livello meramente visivo, alle sue origini, distanziandosi a grandi passi dalla stridente e patinata estetica da videogame imposta da George Lucas alla Trilogia prequel, che ora all’interno del franchise suona ancor più stonata con il suo inseguire la modaiola CG a scapito di una percezione su schermo di una tecnologia dal look “vissuto”. Quest’ultimo elemento, uno dei punti di forza della Trilogia originale, Ron Howard lo ripropone in “Solo” utilizzando CG ed effetti pratici in un mix perfettamente equilibrato, scandendo il ritorno alle radici di una saga che non necessitava di una reinvenzione, ma di recuperare un passato glorioso e omaggiarlo adeguatamente, qualcosa che la Trilogia prequel avrebbe potuto e dovuto fare, e che invece ha disatteso prendendo tutt’altra direzione.

Da fan del lavoro di George Lucas spiace un po’ constatare che il non aver coinvolto il suo creatore in questi nuovi film alla fine si è rivelata una scelta saggia. Forse non tutti hanno colto questo rapporto di odio/amore che Lucas ha sviluppato negli anni rispetto alla saga, dopo la travagliata produzione dello Star Wars originale che gli è costata un esaurimento nervoso con ricovero in ospedale. Lucas con il trascorrere degli anni non ha perso occasione per ribadire di aver scritto la trilogia originale concependola per un pubblico di bambini, oltre a lamentarsi dei difetti dello Star Wars originale, affermando che il film non era come lo avrebbe voluto, che andava migliorato e che c’era bisogno di più tecnologia. Questo voler perfezionare qualcosa che proprio grazie alle sue imperfezioni e ingenuità ha trovato un partecipato elemento di universalità, ha portato allo scempio perpetrato con la “Special Edition” del 1997 in cui già si notava l’ossessione di Lucas per imbarazzanti personaggi in CG. Un’ossessione che sarebbe poi sfociata nella Trilogia prequel, un inno quasi megalomane alla computer grafica che ha visto la nascita del famigerato Jar Jar Binks e un racconto di origine dell’iconico Darth Vader palesemente inadeguato.

“Solo: A Star Wars Story” si inserisce idealmente in questo contesto di piacevole ritorno al passato, ma non solo rispetto ad un ampliare / ibridare l’universo cinematografico di “Star Wars” con elementi dell’Universo Espanso per un canone ufficiale rivisitato, ma proprio nella percezione di un bisogno forte di “restaurazione”, un futuro che torna al passato per ribadire che la Trilogia originale è l’unico punto di riferimento possibile per proseguire la saga. Per i fan sfegatati della trilogia prequel e della CG a profusione, ricordiamo che c’è una trilogia tutta nuova in arrivo sviluppata da Rian Johnson che siamo certi incontrerà il gusto di tanti. Nel frattempo a noi fan di lunghissima data dell’unica e inarrivabile Trilogia originale, lasciateci godere appieno questa nostalgica fase “revival” che ci ha regalato tra le molte cose: un Luke Skywalker anziano ed eccentrico maestro Jedi, una toccante reunion tra Leia e Han Solo, uno Yoda tornato “burattino” lontano dalla acrobatica Tartaruga Ninja in CG del duello con il Conte Dooku, ma soprattutto l’iconico Millennium Falcon che in “Solo” possiamo veder percorrere l’ormai famigerata “Rotta di Kessel” in meno di dodici parsec.

Uscita Italiana: nei cinema dal 23 maggio 2018

 

Curiosità e colonna sonora

 

ATTENZIONE!!! Le curiosità a seguire includono SPOILER sul film “Solo: A Star Wars Story”

 

  • Sebbene originariamente portato a bordo per completare Solo: A Star Wars Story, dopo che Phil Lord e Christopher Miller erano stati licenziati a causa di differenze creative, è stato ampiamente riportato che Ron Howard ha girato di nuovo oltre l’80% del film.
  • Han Solo appare originariamente durante la Battaglia di Kashyyyk in Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith (2005), in cui un orfano Han Solo di dieci anni, allevato da Chewbacca, aiuta Obi-Wan Kenobi a rintracciare il generale Grevious trovando parte di un droide trasmettitore che stava inviando segnali da Utapau.
  • Harrison Ford ha rivelato di aver visto Solo: A Star Wars Story con l’attore che lo ha definito “fenomenale”.
  • Questa è stata la quarta che Lawrence Kasdan ha lavorato ad un film di “Star Wars”. È stato anche sceneggiatore di L’Impero colpisce ancora (1980), Il ritorno dello Jedi (1983) e Star Wars – Il risveglio della Forza (2015).
  • Solo: A Star Wars Story è  il primo film  live-action di Star Wars che non presenta i droidi R2-D2 e C-3PO.
  • Solo: A Star Wars Story ha luogo circa 10 anni prima degli eventi di Star Wars: Una Nuova Speranza e 7 anni prima della serie tv Star Wars: Rebels. Chewbacca e Leia Organa sono entrambi apparsi nella serie “Rebels”. Anche Lando Calrissian è apparso nella serie ed è stato doppiato dall’attore originale Billy Dee Williams.
  • Dave Franco, Aaron Taylor-Johnson, Miles Teller, Nick Robinson, Leo Howard, Tony Oller, Chandler Riggs, Hunter Parrish, Rami Malek, Landon Liboiron, Ed Westwick, Tom Felton, Joshua Sasse, Logan Lerman, Ansel Elgort, Jack Reynor, Colton Haynes, Max Thieriot, Scott Eastwood, Chris Pratt, Emory Cohen, Alden Ehrenreich, Taron Egerton, Jack O’Connell e Blake Jenner hanno tutti sostenuto il provino per il ruolo del giovane Han Solo. Teller, Elgort, Franco, Reynor, Eastwood, Lerman, Cohen, Ehrenreich, Egerton, O’Connell e Jenner sono stati i finalisti per la parte, poi andata a Alden Ehrenreich.
  • Quando appare per la prima volta in Star Wars, Han dice che il Millenium Falcon ha percorso la Rotta di Kessell n meno di dodici parsec. Questo fatto è stato nuovamente citato in “Il Risveglio dela Forza”. In “Solo” rivela che in realtà erano poco più di dodici, che resta un’impresa impressionante considerando che Lando afferma che era impossibile farcela in meno di venti.
  • Nell’ascensore delle miniere di Kessell, Chewbacca strappa le braccia ad una guardia. Si tratta di un riferimento ad una batttuta pronunciata da Han nell’originale Star Wars.
  • Tessa Thompson, Naomi Scott, Zoë Kravitz, Kiersey Clemons e Jessica Henwick che ha interpretato Jess Testor Pava in Star Wars – Il risveglio della Forza hanno fatto un provino per il ruolo di protagonista femminile (Qi’ra) prima che venisse scelta Emilia Clarke.
  • Il regista Ron Howard ha detto che una delle migliori esperienze in questo film è stata dirigere Chewbacca, e successivamente ottenere un abbraccio da lui.
  • Alden Ehrenreich possiede una collezione di vecchi giocattoli di Han Solo.
  • Il personaggio di Beckett nelle miniere di  Kessell indossa lo stesso travestimento da guardia indossato da Lando Calrissian in “Il Ritorno dello Jedi”. mentre tenta di salvare Han da Jabba the Hutt.
  • Dryden Vos ha una serie di Armature da Battaglia Mandaloriane nella sua collezione a bordo della sua nave. Si tratta dello stesso tipo di armatura resa famosa dal cacciatore di taglie Boba Fett.
  • Lo sceneggiatore Jonathan Kasdan e il primo assistente alla regia Toby Hefferman interpretano Tag Greenley e Bink Otauna, protagonisti nell’Universo Espanso ora non più parte del nuovo canone ufficiale.
  • Nella scena finale appare in un cameo olografico Darth Maul. Ad interpretare il personaggio  è tornato Ray Park che lo aveva già interpretato in Star Wars: La Minaccia Fantasma.
  • I “Ribelli” che appaiono alla fine del film sono accompagnati da un combattente alieno con una maschera nera sul suo volto e due tubi che fuoriescono dal suo volto. Si tratta di Benthic, in seguito il secondo in comando di Saw Gerrera in “Rogue One”. Il personaggio è apparso anche in alcuni fumetti della Marvel post-Rogue One ambientati dopo “Una Nuova Speranza”, in cui Benthic incontra i “principali” eroi della Trilogia originale.
  • Darth Maul appare con le gambe robotiche, un riferimento alle serie tv Star Wars: The Clone Wars (2008) e Star Wars: Rebels (2014).
  • Le musiche originali di “Solo” sono di John Powell con musica aggiuntiva di John Williams.
  • Per ascoltare la colonna sonora ufficiale di “Soloi” clicca QUI.

 

 

 


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