Roma 2018, Go Home – A casa loro: trailer ufficiale dello zombie-movie di Luna Gualano

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Disponibile un trailer ufficiale di Go Home – A casa loro, lo zombie-movie italiano che debutterà in anteprima assoluta nella sezione “Panorama Italiano” di Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma (18-28 ottobre).

La trama segue un ragazzo di estrema destra costretto a rifugiarsi in un centro di accoglienza durante un’epidemia zombie. Il ragazzo scoprirà così che l’unico luogo sicuro al mondo è diventato proprio quel posto che lui non voleva.

Il film diretto da Luna Gualano è il secondo zombie-movie italiano ad approdare sul grande schermo dopo The End? L’inferno Fuori uscito nelle sale italiane lo scorso agosto.

 

Go Home si propone di utilizzare gli zombie come metafora di una società sempre più chiusa, spaventata, aggressiva nei confronti dei migranti, dei profughi, del “diverso da sé” in generale. [Luna Gualano – Regista]

 

 

Roma 2018, Go Home – A casa loro: trama e poster dello zombie-movie di Luna Gualano

 

Tra i film selezionati in Alice nella Città 2018, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, quest’anno troviamo Go Home – A casa loro, uno zombie-movie italiano diretto da Luna Gualano e selezionato nella sezione “Panorama Italiano”.

 

Roma, durante una manifestazione contro l’apertura di un centro d’accoglienza, si scatena un’apocalisse zombie. Enrico, un ragazzo di estrema destra, si mette al riparo all’interno del centro, mentendo sulla sua identità. L’unico luogo sicuro è quel centro d’accoglienza che lui non voleva, mentre fuori i morti camminano sulla terra.

 

 

 

“Go Home – A casa loro” è interpretato da Antonio Bannò, Sidy Diop, Shiek Dauda, Cyril Dorand Nzeugang Domche, Pape Momar Diop, Mounis Firwana, Wajeeh Jaber Ibrahim, Awa Koundoul e Carlo Caprioli.

 

Go Home – A casa loro  è un horror allegorico, uno zombie movie. Lungi però dall’essere un horror “fine a se stesso”, vuole riprendere la tradizione del genere, partendo dalla “lettura” di colui che l’ha creato: George A.Romero. Il regista, grazie ai suoi film, intendeva svelare le contraddizioni all’interno della società americana. E come Romero, con Dawn of the dead, rivolgeva un’esplicita accusa al consumismo e alla massificazione programmata della società moderna, Go Home si propone di utilizzare gli zombie come metafora di una società sempre più chiusa, spaventata, aggressiva nei confronti dei migranti, dei profughi, del “diverso da sé” in generale. [Luna Gualano – Regista]

 

 

Note di regia

“Go home – A casa loro” è un lungometraggio, un horror allegorico, nello specifico uno Zombie movie. Il film è ambientato in un centro d’accoglienza, fuori dal quale infiamma una manifestazione di estrema destra. Conseguentemente ad una rissa, la situazione degenera e, inspiegabilmente, si scatena una apocalisse zombie. Come Romero intendeva svelare le contraddizioni all’interno della società consumistica americana, utilizzando e re-inventando la figura dello zombie, Go Home – A casa loro si propone di utilizzare gli zombie come metafora di una società sempre più chiusa, spaventata, aggressiva nei confronti dei migranti, del “diverso da se” in generale. Il film è un capovolgimento della prospettiva. L’idea è quella di utilizzare l’elemento “fantastico” per descrivere una cruda ed attuale realtà sociale. La regia del lungometraggio riflette questa intenzione. Sono presenti diversi elementi “realistici”, a partire dall’utilizzo di diversi attori non professionisti, attualmente richiedenti asilo e ospiti in diversi centri d’accoglienza della capitale. La performance dei ragazzi è frutto di un lungo lavoro svolto all’interno del laboratorio permanente, da me fondato: Il Ponte sullo Schermo. L’idea di coinvolgere delle persone che hanno vissuto o stanno ancora vivendo in un centro d’accoglienza è dovuta a diversi fattori. Sicuramente il più rilevante è la consapevolezza di non poter descrivere e mostrare un vissuto così drammatico senza l’apporto di chi è stato costretto a viverlo sulle proprie spalle. La consapevolezza dello “straniero” e de “l’altro da se” come valore aggiunto e non come un disvalore. Inoltre, Go Home – A casa loro è stato girato in multilingua (vengono parlate, oltre all’italiano, diverse altre lingue africane ed europee), per dare risalto e realismo alle scene di dialogo tra i protagonisti del film. A tutto ciò si contrappongono delle inquadrature curate e dei movimenti di camera fluidi. La mia intenzione è quella di riuscire, nonostante le diversità linguistiche e culturali, a far immedesimare lo spettatore nei protagonisti. Perchè credo che per combattere il razzismo e l’indifferenza non ci sia modo migliore che far indossare allo spettatore “i loro panni” e farlo vivere, per un po’, “A casa loro”, assieme a loro.

 

Luna Gualano – Note biografiche

La regista, montatrice ed esperta in compositing Luna Gualano si avvicina alla regia la prima volta nel 2007 cominciando a seguire diversi set, sia come regista in piccoli progetti, che come assistente nel reparto. Nel 2012 realizza per Mediaset quattro speciali per i film della collana 6 Passi nel giallo. Dopo aver diretto diversi spot sia pubblicitari, nel 2012 dirige un videoclip per una raccolta fondi a favore dei terremotati di Abruzzo e Lombardia con la partecipazione di 99 Posse, Teatro degli Orrori, Sud Sound System, Lacuna Coil e molti altri. Realizza a partire da 2010 sette video per l’artista Piotta, l’ultimo dei quali “Sei meglio te” vede la partecipazione di alcune grandi “star” di Youtube (Yotobi, Clio Makeup e Daniele doesn’t Matter per citarne alcuni). Mentre continua a realizzare video musicali per diversi artisti, nel febbraio del 2013 comincia le riprese del suo primo lungometraggio, Psychomentary, prodotto da Red-Carpet. Il film vince due premi al TOHorror Film Fest, per la migliore opera prima e i Migliori Effetti speciali. Dopo aver terminato le riprese del film, realizza anche, per Alex Britti, il videoclip di “Baciami e portami a ballare”. Insegna alla Roma Film Academy ed è docente volontaria di regia e video making presso “Il ponte sullo schermo”, un’associazione di promozione sociale da lei creata. L’associazione si propone di dare i mezzi espressivi e insegnare il linguaggio cinematografico a categorie sociali “deboli” e/o a rischio; attualmente le lezioni sono rivolte a diversi ragazzi immigrati ospiti nei centri d’accoglienza romani.

 

 

 


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