Robin Hood – L’origine della leggenda: curiosità e recensione del film

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Leggi la recensione di “Robin Hood – L’origine della leggenda”, il film d’azione e avventura diretto da Otto Bathurst e interpretato da Taron Egerton, Jamie Foxx, Ben Mendelsohn, Eve Hewson, Tim Minchin, Jamie Dornan e F. Murray Abraham.

 

                                                                                     [Per visionare il trailer clicca sull’immagine in alto]

 

Cast e personaggi

Taron Egerton: Robin Hood
Jamie Foxx: Little John
Ben Mendelsohn: sceriffo di Nottingham
Eve Hewson: Lady Marian
Tim Minchin: Fra Tuck
Jamie Dornan: Will “Scarlett” Tillman
F. Murray Abraham: il cardinale
Paul Anderson: Guy di Gisborne
Josh Herdman: Righteous
Cornelius Booth: Lord Pembroke
Björn Bengtsson: Tydon

 

La trama

 

Al ritorno dalle Crociate, Robin di Loxley (Taron Egerton) scopre che l’intera contea di Nottingham è dominata dalla corruzione. L’ingiustizia e la povertà in cui vive il suo popolo lo spingono così a tramare per organizzare un’audace una rivolta contro la potente Corona d’Inghilterra. Ma per farlo ha bisogno di un mentore: un abile quanto sprezzante comandante conosciuto durante la guerra (Jamie Foxx). Grazie a lui, il temerario Robin diventerà il leggendario Robin Hood e, forse, cercherà anche di riconquistare un amore che credeva perduto.

 

La nostra recensione

 

Sulla scia del King Arthur di Guy Ritchie, con Artù ragazzo di strada con una magica Excalibur potente quanto la spada di He-Man, è approdato nelle sale italiane Robin Hood – L’origine della leggenda, rivisitazione giovanilistica, iperdinamica e con una digressione supereroistica della leggenda di Robin Hood, l’eroe della Foresta di Sherwood protagonista di film, serie tv, parodie e cartoni animati.

“Robin Hood – L’origine della leggenda” è prodotto dalla Appian Way di Leonardo DiCaprio, diretto dal regista televisivo britannico Otto Bathurst (Peaky Blinders, Black Mirror), qui al suo debutto sul grande schermo, e scritto a quattro mani dagli esordienti Ben Chandler & David James Kelly.

Riportare sullo schermo Robin Hood per un pubblico più giovane già sulla carta rappresentava un bel rischio, mettere poi nelle mani di un team di esordienti una pellicola da 100 milioni di dollari appare una scelta ancor più azzardata. Nonostante ciò su schermo si nota molto l’intenzione di creare un’avventura al passo coi tempi creando scenograficamente una messinscena non subito riconoscibile a livello “temporale”, reclutando il bravo e lanciatissimo Taron Egerton, secondo noi troppo acerbo per trasmettere il carisma e fascino dell’arciere di Sherwood, ma forse lo hanno pensato anche i realizzatori poiché ad affiancarlo troviamo il Premio Oscar Jamie Foxx che diventa il mentore del futuro eroe fuorilegge e Ben Mendelsohn nei panni dell’avido sceriffo di Nottingham, l’attore colleziona il terzo “villain” consecutivo dopo quelli interpretati in Rogue One e Ready Player One.

Discrete le scenografie, i costumi e la parte delle coreografie action che chiaramente tengono conto che nel frattempo l’arciere “Arrow” è approdato sul piccolo schermo con grande successo e i film con supereroi sbancano regolarmente il box-office, quindi perché non trasformare Robin Hood in un eroe mascherato, agile come un ninja e che utilizza l’arco in maniera spettacolare e coregrafica come il giustiziere verde della DC?

Se dal punto di vista visivo il film ha un suo perché, gli sceneggiatori esordienti Ben Chandler & David James Kelly invece peccano in coraggio e originalità. Non basta ringiovanire Robin Hood, ripescare il “moro” interpretato da Morgan Freeman in Robin Hood – Principe dei ladri e riciclare parte della trama del classico La maschera di Zorro per rendere il tutto un minimo appetibile e coinvolgente a livello di personaggi. Taron Egerton non è Antonio Banderas, ma soprattutto Robin Hood non è Zorro seppur entrambi i personaggi abbiano delle evidenti assonanze: vedi l’ambientazione d’epoca, il nobile che diventa fuorilegge e combatte per un popolo affamato e la digressione avventurosa vecchio stampo che include inseguimenti a cavallo, l’utilizzo di armi bianche e la messa in scena di coreografici duelli.

“Robin Hood – L’origine della leggenda” ha l’indubbia capacità di non annoiare poiché punta tutto sull’azione, ma alla fine con l’evolversi della storia vengono a galla tutti i limiti di un protagonista talentuoso, fisicamente adeguato ma non all’altezza di un ruolo che da Douglas Fairbanks a Kevin Costner, passando per Russell Crowe, ha sempre dato al pubblico un attore dotato di un carisma da divo che non si acquisisce con un paio di film azzeccati.

La regia di Otto Bathurst è ligia al dovere, non presenta guizzi di sorta, si limita a mettere in scena tutto il parterre “action” necessario, ad un certo punto per strizzare ancor più l’occhio agli spettatori più giovani cala Nottigham in piena guerriglia urbana con la guardia dello sceriffo che diventa la polizia in tenuta antisommossa e i cittadini in rivolta che sembrano usciti da una manifestazione no-global degenerata in violenza o da un attacco di hooligans inferociti. Tutto troppo urlato e poco genuino, un approccio che soffoca la parte “romance” e appiattisce i personaggi banalizzandone le motivazioni, anche laddove si cerca di dare un background allo sceriffo di Nottingham, un apprezzabile tentativo che però finisce fagocitato in dialoghi davvero poco ispirati.

“Robin Hood – L’origine della leggenda” è il tipico frullatone postmoderno revisionista che vorrebbe osare, ma che non ha il coraggio di farlo fino in fondo, e alla lunga finisce per diventare indigesto o peggio tanto insipido da risultare insapore.

 

Curiosità

  • Le riprese di questo film sono state posticipate affinché Taron Egerton potesse girare Kingsman: Il cerchio d’oro (2017). Il regista ha voluto così tanto Taron Egerton come Robin Hood che ha deciso di posticipare le riprese in modo che, nonostante l’impegno, l’attore potesse ancora interpretare il personaggio.
  • Rilasciato 110 anni dopo il primo film di Robin Hood, Robin Hood e His Merry Men (1908) e otto anni dall’ultimo Robin Hood cinematografico, quello di Russell Crowe e Ridley Scott.
  • Jack Huston, Jack Reynor, Dylan O’Brien e Nicholas Hoult hanno fatto un provino per Robin Hood prima che il ruolo venisse assegnato a Taron Egerton.
  • Gli scenografi e i costumisti del film hanno ricevuto istruzioni per rendere il tutto un terzo storicamente corretto, un terzo contemporaneo e un terzo futuristico, per ottenere così l’aspetto unico del film.
  • Durante le riprese a Dubrovnik (Croazia), Jamie Foxx stava cenando con i suoi amici quando due uomini del posto ubriachi si sono avvicinati al suo tavolo e hanno iniziato a lanciargli insulti razzisti. Il direttore del ristorante è intervenuto buttando fuori gli uomini e chiamando la polizia, con i due finiti in prigione. Nonostante questo singolo evento negativo che ha mostrato il il meglio e il peggio di alcune persone del luogo, Jamie Foxx ha ovviamente continuato a postare sui social media quanto sia stato sorprendente il paese e quanto siano meravigliose le persone del luogo.
  • Il fenomeno danese  di YouTube, Lars Andersen, è stato ingaggiato per insegnare il tiro con l’arco al cast. Lars Andersen è diventato famoso per un video di YouTube dove ha mostrato abilità straordinarie con arco e frecce che gli sono valse il soprannome di “Vero Legolas”. Tra alcune delle sue abilità è in grado di colpire frecce in arrivo a mezz’aria, mentre per aumentare la sua velocità usa un’antica tecnica che viene usata da Robin Hood nel film.
  • Il personaggio del “Moro” non è mai stato parte del folklore di Robin Hood fino agli anni ’80 quando è stato creato per la serie tv britannica “Robin Of Sherwood”. Alcuni anni dopo i realizzatori di “Robin Hood – Principe dei ladri” videro la serie tv e presumibilmente lo considerarono genuino, cosa che portò al personaggio di Morgan Freeman.
  • Un grande incendio ha distrutto il set a Budapest con solo poche settimane di riprese all’attivo, quindi il resto della produzione è stato rapidamente trasferito a Parigi.
  • Gaite Jansen, Lucy Fry e Gugu Mbatha-Raw sono state considerate per il ruolo di Marian prima che Eve Hewson venisse scelta.
  • Il 95% dei costumi è stato realizzato a mano da Julian Day e dalla sua squadra. Il loro lavoro ha ovviamente avuto inizio con il costume di Robin completo del suo famoso cappuccio.
  • E’ a Budapest, in una cantina di 83 anni, che il capo scenografo Jean-Vincent Puzos e il suo team hanno costruito le polverose catacombe che ospitano gli appartamenti e la biblioteca di fratello Tuck. L’arredamento è ispirato all’artista tedesco del dopoguerra Anselm Kiefer.
  • A causa delle stroncature della critica e del flop d’incassi, in collaborazione con la sua moderna visione del classico materiale di origine, il film è stato più volte  paragonato al film King Arthur: La spada del potere di Guy Ritchie (2017).
  • Per creare i bassifondi di Nottingham, Jean-Vincent Puzos è stato ispirato dalle favelas del Brasile, queste baraccopoli caotiche dove vivono milioni di persone. Questi poveri quartieri dall’aspetto anarchico sono costituiti da un’immensa struttura multilivello collegata da ponti di corda. La struttura in legno a tre piani che supportava la baraccopoli ha richiesto oltre tre mesi per la costruzione.
  • Le riprese sono iniziate il 20 febbraio 2017 in diverse località a Dubrovnik, in Croazia, e a Le Raincy, in Francia. Le riprese si sono concluse il 19 maggio.
  • Il personaggio di Robin Hood ha beneficiato di numerosi adattamenti cinematografici. Tra i più famosi, c’è Robin Hood di Allan Dwan nel 1922, Le avventure di Robin Hood di Michael Curtiz e William Keighley nel 1938, il Robin Hood di Walt Disney del 1973, Robin e Marian di Richard Lester del 1976, Robin Hood – Principe dei ladri con Kevin Costner del 1991, Robin Hood – Un uomo in calzamaglia di Mel Brooks del 1993 e il Robin Hood interpretato da Russell Crowe nel 2010.
  • Nella parte del cattivo, lo sceriffo di Nottingham, troviamo Ben Mendelsohn. Questo attore carismatico ha interpretato il suo primo villain, un gangster ultra-violento ed eroinomane, in Animal Kingdom (2011) per poi interpretare altri ruoli di antagonista in Rogue One: A Star Wars Story e Ready Player One.
  • Le musiche originali del film sono del compositore Joseph Trapanese (Insurgent, Oblivion, Earth to Echo).
  • Il brano che suona sui titoli di coda è “Viktor” di NomBe.
  • Il film costato 100 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo 48 (di questi circa 21 milioni provengono dal box-office nordamericano).

 

 

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