Red Zone – 22 miglia di fuoco: recensione e curiosità del film con Mark Wahlberg

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Ha debuttato nei cinema italiani Red Zone – 22 miglia di fuoco (Mile 22), l’action-thriller diretto da Peter Berg (Battleship, Lone Survivor) interpretato da Mark Wahlberg, Iko Uwais, John Malkovich, Lauren Cohan e Ronda Rousey.

 

 

                                                                              [Per visionare il trailer del film clicca sull’immagine in alto]

 

Cast e personaggi

Mark Wahlberg: James Silva
Iko Uwais: Li Noor
John Malkovich: James Bishop
Lauren Cohan: Alice Kerr
Ronda Rousey: Sam Snow
Carlo Alban: William Douglas
Nikolai Nikolaeff: Alexander
Terry Kinney: Johnny Porter
Poorna Jagannathan: Dorothy Brady
Sam Medina: Axel
Natasha Goubskaya: Vera
Alexandra Vino: sergente Thomas
Cedric Gervais: Greg Vickers
Chae Rin Lee: Queen
Emily Skeggs: M.I.T.
Peter Berg: Lucas

 

La trama

 

La squadra speciale “RED ZONE” deve portare a termine una missione letale e pericolosa: proteggere un informatore a conoscenza di segreti che potrebbero sventare attacchi terroristici di portata mondiale. L’unità guidata da James Silva (Mark Wahlberg) e dalla sua luogotenente Alice Kerr (Lauren Cohan), dovrà scortare l’informatore per 22 miglia in una corsa contro il tempo per portarlo fuori dal paese. Durante il viaggio dovranno scontrarsi contro squadre d’assalto e nemici armati pronti a tutto; ad aiutarli il commando tattico, situato a migliaia di chilometri di distanza, guidato da un misterioso uomo, noto solo come l’Alfiere (John Malkovich).

 

La trama

 

Il regista Peter Berg e Mark Wahlberg siglano la loro quarta collaborazione dopo le storie vere Lone Survivor, Deepwater – Inferno sull’oceano e Boston – Caccia all’uomo. Stavolta Berg con Red Zone – 22 miglia di fuoco approccia una storia interamente di fiction con parecchia azione e qualche digressione “spy”, ma qualcosa sembra incepparsi sin dai primi minuti a causa di un prologo prolisso e dialoghi surreali che rivelano un Mark Wahlberg logorroico e sopra le righe.

“Red Zone – 22 miglia di fuoco” segna di fatto il primo passo falso del duo Berg/Wahlberg, un action-thriller pretenzioso dal punto di vista dei dialoghi e caotico da quello dell’azione, un sonoro pasticcio fracassone e ciarliero da cui esce indenne solo l’Iko Uwais di “The Raid” grazie alle sue coreografie di lotta tanto brutali quanto coinvolgenti.

Dopo un incipit in cui viene introdotta la squadra segreta anti-terrorismo capitanata da Wahlberg e supervisionata da un John Malkovich incastrato in un ruolo di supporto privo di guizzi, il film cerca di imbastire un mix di azione e spionaggio con tanto di colpo di scena finale, ma di scena in scena il regista perde la bussola, a Wahlberg viene chiesto troppo a livello interpretativo e Lauren Cohan ci propina una copia sbiadita e sull’orlo di una crisi di nervi della sua battagliera Maggie Rhee di The Walking Dead.

Peter Berg è un regista che abbiamo sempre apprezzato anche laddove in molti l’hanno criticato, vedi Battleship dove faceva il verso al patriottismo esasperato di Michael Bay; purtroppo Berg in questo caso gioca a fare Tony Scott, ma invece di limitarsi a realizzare un action duro e puro con tutto il materiale umano a disposizione, si lancia in un pretenzioso plot spionistico che naufraga sotto i colpi di dialoghi a tratti imbarazzanti, un trama narrativamente poco coesa e sequenze che fanno malamente il verso a tanto buon cinema action orientale, da John Woo a Ringo Lam, senza coglierne lo spirito e soprattutto il cuore.

 

Curiosità

  •  Mark Wahlberg e il regista Peter Berg hanno annunciato l’intenzione di fare di Red Zone – 22 miglia di fuoco una trilogia.
  • Il 5 febbraio 2018, il presidente colombiano Juan Manuel Santos si è presentato durante le riprese in una delle location in Colombia. Il regista Peter Berg ha persino invitato il presidente Santos a girare una sequenza d’azione del film, ma il leader politico ha gentilmente declinato.
  • La sceneggiatura di Red Zone – 22 miglia di fuoco è stata scritta pensando a Mark Wahlberg.
  • Parte del film, sebbene la storia si sviluppi in Asia, è stata realizzata in Colombia in parte a causa delle preoccupazioni riguardo alla sicurezza della troupe. Ironia della sorte, la maggior parte dei film che ritraggono la Colombia sono stati girati in Messico o altrove, in parte proprio a causa di preoccupazioni riguardo alla sicurezza della troupe, e ironicamente luoghi come Guadalajara sono oggi (al momento dell’uscita del film) molto pericolosi a causa delle guerre della droga.
  • Durante l’ultima interpretazione di Dougie, John Malkovich cita “uon uomo a volte deve sputare nelle proprie mani, alzare la bandiera nera, e cominciare a tagliare gole”. Questa citazione è tratta dal libro del 1990 Friday Night Lights di HG Bissinger, che Peter Berg ha adattato in un film del 2004 e in una serie TV del 2006.
  • Alcune conversazioni e grida acoltate nel film sono in lingua indonesiana o “slang indonesiano”.
  • Quando Li dice a Silva: “Salutami tua madre”, sta facendo un riferimento ai nominativi che usavano sulle loro comunicazioni presumibilmente sicure (“Mother” “Child One” ecc.).
  • Il film costato 35 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo circa 65.

 

 


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