Peppermint – L’angelo della vendetta: curiosità e recensione del film con Jennifer Garner

Condividi

Leggete la nostra recensione di Peppermint – L’angelo della vendetta, thriller d’azione americano del 2018 diretto dal regista francese Pierre Morel (io vi troverò) e interpretato da Jennifer Garner, John Ortiz, John Gallagher Jr., Juan Pablo Raba, Tyson Ritter e Method Man.

 

Cast e personaggi

Jennifer Garner: Riley North / John Gallagher Jr.: Stan Carmichael / John Ortiz: Moises Beltran / Juan Pablo Raba: Diego Garcia / Annie Ilonzeh: Lisa Inman / Richard Cabral: Salazar / Method Man: agente Barker / Tyson Ritter: Sam / Pell James: Peg / Jeff Hephner: Chris North / Cailey Fleming: Carly North / Chris Johnson: Mickey / Kyla Drew: Maria / Gustavo Quiroz: Jose / Michael Reventar: Ortega / John Boyd: Marvin / Michael Mosley: Robert Henderson / Jeff Harlan: James Stevens

 

La trama

 

Riley North (Jennifer Garner), una moglie felice ed una madre modello, assiste impotente all’omicidio del marito e della figlia per mano di alcuni narcotrafficanti. Gli autori del brutale omicidio vengono catturati ma durante il processo, nonostante la sua testimonianza, le accuse vengono fatte cadere e gli assassini liberati grazie all’intervento di un giudice corrotto e di avvocati e poliziotti collusi. Quando Riley decide di vendicarsi, il suo obiettivo non saranno soltanto i carnefici della sua famiglia ma tutto il sistema, dalla giustizia americana ai potenti cartelli della droga.

 

La nostra recensione

 

Dopo l’imbarazzante remake Il giustiziere della notte – Death Wish diretto da Eli Roth e con protagonista Bruce Willis, e il brutale e galvanizzante Revenge della regista francese Coralie Fargeat con protagonista Matilda Lutz, sul grande schermo approda Peppermint – L’angelo della vendetta, un altro thriller a tinte “revenge” e declinato al al femminile in cui ritroviamo con enorme piacere una Jennifer Garner a tinte action, l’ultimo ruolo d’azione dell’attrice risaliva al 2007 nel dramma d’azione The Kingdom di Peter Berg.

“Peppermint” è diretto dal francese Pierre Morel che ci ha regalato “chicche” come il rutilante action con parkour Banlieue 13 e il campione d’incassi Io vi troverò – Taken con protagonista un implacabile Liam Neeson. Con Morel in cabina regia la parte prettamente visiva del film risulta curatissima con sequenze adrenaliniche girate con un tocco di compiaciuta brutalità che è il “sale” di questo genere di pellicole.

La confezione impeccabile di “Peppermint” sopperisce a qualche a qualche fisiologica lacuna in fase di sceneggiatura, ma una protagonista particolarmente credibile e un regista che segue alla lettera gli stilemi del genere di riferimento fanno di “Peppermint” un film muscolare, stringato e senza fronzoli. Tanto per intenderci, chi è in cerca di di una versione di stampo “psicologico” in stile Il buio nell’anima con Jodie Foster ha decisamente sbagliato film, qui abbiamo invece un mix al femminile di Steven Seagal in Duro da uccidere, Kevin Bacon in Death Sentence e reminiscenze del classico Marvel The Punisher.

Come capita spesso quando ci troviamo a recensire film di genere, tutti puntati all’intrattenimento duro e puro, c’è sempre qualche voce un po’ troppo critica, evidentemente poco avvezza al cinema di genere in generale, che accusa questo o quel film di eccessiva prevedibilità e/o poca originalità. Si tratta della tipica analisi di chi non è ancora pienamente consapevole che non si può aggiungere nulla ad un genere che vive di stereotipi e sopravvive cannibalizzando se stesso da decenni. Titoli di questo tenore funzionano o meno a seconda della credibilità del protagonista e in questo caso Jennifer Garner è ligia al ruolo e rende la sua disperata missione di vendetta oltremodo coinvolgente. Chiudiamo segnalando l’improbabile e ridicola candidatura ai Razzie Awards di Garner come peggior attrice dell’anno per il ruolo in questo film, da parte nostra preferiamo stendere un velo pietoso su un “riconoscimento” che è diventato anno dopo anno una parodia di se stesso arrivando spesso, come in questo caso, a sconfinare nella macchietta.

Data di uscita: Al cinema da giovedì 21 marzo 2019

 

Curiosità

  • Jennifer Garner per preparare il suo ruolo nel film si è allenata per mesi in combattimenti di arti marziali miste, in combattimenti con i coltelli e nel maneggiare armi da fuoco come pistole e fucili d’assalto.
  • La controfigura di Jennifer Garner, Shauna Duggins, ha sostituito l’attrice nelle scene più pericolose in quasi tutti i suoi film e serie televisive, le due sono amiche intime.
  • Il film è stato realizzato durante l’apice della controversia #MeToo, che secondo quanto riferito da Jennifer Garner ha causato immediatamente alcuni cambiamenti evidenti sul set. Normalmente l’attrice non aveva mai avuto problemi a cambiarsi d’abito sul set con i membri della troupe presenti. Tuttavia con una storia dopo l’altra di intimidazioni e abusi sessuali a Hollywood, l’attrice ha chiesto di utilizzare uno speciale spogliatoio per i suoi cambi d’abito.
  • Jennifer Garner ha indossato una parrucca per le scene in cui Riley ha i capelli corti.
  • Il film è stato spesso paragonato al personaggio “Punisher” dei fumetti Marvel e si è arrivati addirittura a gridare al plagio. Ridicola teoria del plagio a prescindere, in effetti ci sono molte somiglianze tra Riley North e Frank Castle / The Punisher: *Riley vive in un furgone fatiscente pieno di armi. *La famiglia di Riley rimane uccisa nel fuoco incrociato di una sparatoria mentre lei sopravvive. *Riley dedica la sua vita a diventare una vigilante e a punire i criminali compresi quelli responsabili della morte della sua famiglia. *L’unico ricordo di Riley dei suoi cari è una foto di famiglia. *Riley desidera morire dopo aver finalmente avuto la sua vendetta, sentendo di non avere più nulla per cui vivere.
  • Il film prende il titolo dal sapore del gelato (menta piperita) che la figlia di Riley, Carly, mangia poco prima di finire uccisa dalla gang di criminali. Una scena nel trailer approfondisce ulteriormente la sua scelta di gelato mentre ne parla con sua madre, scena che alla fine è stata tagliata dal film.
  • Il personaggio di Jennifer Garner uccide un totale di 43 persone, di cui 5 fuori dallo schermo.
  • Il film costato 25 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo circa 52.

 


Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *