La Casa Bianca lancia un video sulla violenza nei videogiochi

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E’ stato pubblicato su YouTube un video condiviso dalla Casa Bianca che pone l’accento sulla violenza nei videogiochi attraverso la raccolta di alcune sequenze tratte da sparatutto in prima persona come Call of Duty, Wolfenstein e Destiny. Dopo l’ennesima strage avvenuta alla Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, con 17 vittime tra bambini e insegnanti e ulteriori 17 feriti, il dibattito sul controllo delle armi negli Stati Uniti ha subito un escalation e qualcuno ha puntato il dito anche contro i videogiochi violenti come potenziale concausa delle stragi perpetrate a mano armata.

Negli States si sta cercando di limitare l’accesso ai videogiochi violenti ai minori con una commissione che valuti i contenuti degli stessi (Entertainment Software Rating Board – ESRB) o proponendo delle tasse statali sui videogiochi dai contenuti più violenti. Nel frattempo l’amministrazione Trump ha aperto un tavolo con i leader del settore, e il primo incontro è iniziato con il video che trovate in apertura di articolo, un montaggio che ripropone alcuni dei contenuti più violenti tratti da popolari videogiochi.

Il video denominato “Violence in Video Games” è diventato in breve tempo virale superando quota 1 milione di visualizzazioni in poco più di 24 ore, con oltre 79.800 “Non mi piace” rispetto a 2.394 “Mi piace” (al momento della stesura di questo articolo). Secondo una dichiarazione rilasciata sul sito web della Casa Bianca, l’incontro con i leader del settore è stato “incentrato sul fatto che i videogiochi violenti, compresi i giochi che simulano graficamente l’omicidio, desensibilizzano la nostra comunità alla violenza”.

L’alto tasso di violenza nel video è indiscutibile anche se presentata fuori contesto, ma la violenza nelle sue forme più disparate, inclusa quella verbale, è qualcosa che si può tranquillamente fruire da tv, fumetti e cinema. Tornando ai videogiochi viene tirata in ballo la possibilità di saltare le scene più violente senza però spiegare che questa opzione è stata creata per i videogiocatori meno pazienti, e non per contrastare la violenza. Inoltre per alcuni videogiochi, come nel più recente Call of Duty, i giocatori hanno la possibilità di disabilitare violenza e sangue, davvero si può pensare che un qualsiasi fruitore di videogiochi acquisti un determinato titolo per poi cassarne alcuni elementi? Per quanto riguarda invece il controllo della violenza nei videogiochi tramite apposite avvertenze, è un sistema alquanto labile poiché come accade anche in Italia i videogiochi con il rating “+18” spesso finiscono nelle mani di minorenni a prescindere dall’avvertenza.

Inoltre sul fronte della scienza medica, nonostante l’American Psychological Association e l’American Academy of Pediatrics si oppongano alla fruibilità di videogiochi violenti da parte sia di bambini che giovani adulti, nuovi studi non sono ancora riusciti a trovare una correlazione tra tali giochi e la violenza, per non parlare di una qualsiasi connessione diretta con con le stragi a mano armata. Forse sarebbe invece il caso di stabilire delle priorità e mettere mano alla legge sul controllo delle armi invece di cercare alibi ad un problematica che affligge gli Stati Uniti da tempo immemore.

 

Fonte: The White House / CNN / Variety

 

 


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