Jurassic World – Il Regno Distrutto: curiosità e recensione di “Jurassic World 2”

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Leggi la recensione di Jurassic World – Il regno distrutto, film d’avventura del 2018 diretto da Juan Antonio Bayona (The Impossible), sequel di Jurassic World del 2015 e quinto capitolo cinematografico del franchise di Jurassic Park.

Cast e personaggi

Chris Pratt: Owen Grady (voce italiana di Andrea Mete)
Bryce Dallas Howard: Claire Dearing (voce di Federica De Bortoli)
Rafe Spall: Eli Mills
Justice Smith: Franklin Webb
Daniella Pineda: dott.ssa Zia Rodriguez
Toby Jones: Gunnar Eversoll
Ted Levine: Ken Wheatley
James Cromwell: Benjamin Lockwood
Isabella Sermon: Maisie Lockwood
Geraldine Chaplin: Iris
Jeff Goldblum: Ian Malcolm
BD Wong: dott. Henry Wu
Peter Jason: Sherwood
Robert Emms: Jack
Conlan Casal: Radovan

 

La trama

 

Sono passati tre anni da quando il parco tematico e resort di lusso “Jurassic World” è stato distrutto dai dinosauri scappati dalle gabbie. Isla Nublar ora è abbandonata dagli esseri umani, mentre i dinosauri sopravvissuti abitano nella giungla. Quando il vulcano dormiente dell’isola si risveglia, Owen (Chris Pratt) e Claire (Bryce Dallas Howard) intraprendono una campagna per salvaguardare i dinosauri rimasti da una catastrofe che li porterebbe all’estinzione. Owen intende trovare Blue, il suo velociraptor ancora disperso nella natura selvaggia, mentre Claire ha sviluppato un rispetto per queste creature, divenute ormai la sua missione. Arrivati sull’isola mentre la lava comincia a scendere, la loro spedizione scopre che una cospirazione potrebbe riportare il nostro intero pianeta ad un pericoloso stato di disordine che non si vedeva dai tempi della preistoria.

 

La nostra recensione

 

Dopo aver rilanciato con successo la saga di Jurassic Park con il sequel Jurassic World, oltre 1 miliardo e 600 milioni d”incasso nel mondo, Colin Trevorrow torna come co-sceneggiatore e produttore di Jurassic World – Il Regno Distrutto, lasciando l’onere della regia allo spagnolo J.A. Bayona. Il regista di The Impossible e The Orphanage porta al franchise un godibile tocco “dark” e suggestioni horror che si palesano nella seconda parte del film, dopo una prima parte tutta concentrata a dare un ultimo saluto all’iconica Isla Nublar: citando la trilogia originale, tirando le fila dell’originale “Jurassic World” e mostrando dove sono finiti nel frattempo i nostri eroi Owen e Claire (Chris Pratt e Bryce Dallas Howard), che finiranno entrambi coinvolti in una missione di salvataggio che ammicca a quella narrata in Jurassic Park III.

In “Jurassic World – Il Regno Distrutto” i fan della trilogia originale potranno godersi una prima parte tutta improntata all’azione pura con elementi da “disaster-movie” e meravigliosi dinosauri realizzati sia in CG di altissimo livello che con effetti pratici e animatronici, scelta quest’ultima che ha l’intento di accontentare quella parte di spettatori che si erano lamentati dell’overdose di CG propinata con il “Jurassic World” originale, che includeva un unico dinosauro animatronico.

Una volta abbandonata Isla Nublar, “Jurassic World – Il Regno Distrutto” strizza l’occhio al sequel Il Mondo Perduto: Jurassic Park, cambia tono e affronta le fisiologiche difficoltà di ampliare una trama sin troppo sfruttata per dare al franchise una nuova prospettiva. In questo fragente il tocco “goticheggiante” di Bayona aiuta molto nella non facile transizione verso un terzo “Jurassic World” che apre a nuovi scenari post-apocalittici sulla scia di operazioni come L’alba del pianeta delle scimmie, preannunciando un mondo come quello descritto nel cameo / monito dello Ian Malcolm di Jeff Goldblum, in cui la natura se manipolata ulteriormente potrebbe riportare la Terra ad una nuova era preistorica, con l’uomo scalzato dalla cima della catena alimentare e antichi predatori a sancire una nuova “alba dei dinosauri”.

E’ indubbio che la seconda parte del film e il suo repentino cambio di tono potrebbero spiazzare i fedelissimi del franchise, ma dopo quattro film narrati all’interno di un medesimo scenario c’era il bisogno di dare una svolta alla trama, e Trevorrow e Bayona traghettano con mano sicura il franchise verso nuovi lidi, restando però fortemente ancorati al cuore pulsante dell’intera saga, che sono come sempre i dinosauri. Protagonisti assoluti che nel frattempo hanno ampliato il loro ruolo, acquisendo personalità come il raptor Blue e diventando beniamini del pubblico ed eroi inconsapevoli come l’iconico T-Rex. Ma in questo quinto film i dinosauri vengono rappresentati anche in chiave “animalista” con i diritti violati di una specie un tempo estinta e nuovamente a rischio d’estinzione; come metafora delle inquietudini legate all’ingegneria genetica e come vittime sacrificali sull’altare dell’avidità dell’uomo legata alla guerra come imperituro “business”. Troppa carne al fuoco potrà obiettare qualcuno, ma secondo noi tutti gli elementi risultano ben diluiti all’interno di un film non privo di eccessi, ma estremamente godibile nel suo complesso, un modo di fare cinema che rappresenta quell’intrattenimento “duro e puro” di un cinema americano orogogliosamente “popolare”, costruito a misura di spettatore come è nella migliore tradizione dei blockbuster “made in Hollywood”.

 

Curiosità e colonna sonora

  • Jeff Goldblum appare nel film in un cameo tornando nei panni del “caosologo” Ian Malcolm. L’attore ha confermato il suo coinvolgimento nel film il 6 dicembre 2017, segnando il suo ritorno a 21 anni da Il mondo perduto – Jurassic Park (1997) e 25 anni dopo Jurassic Park (1993).
  • L’Indoraptor ha un aspetto simile all’Indominus Rex, ma molto più piccolo, con artigli che sono simili a quelli di un Velociraptor. E’ principalmente di un colore nero scuro, con una striscia giallo-oro dalla base del collo alla coda, che ha una forte somiglianza con la striscia blu che contraddistingue Blue. La forma della sua testa assomiglia ad un Tyrannosaurus rex, e ha un segno rosso attorno all’orbita dell’occhio.
  • Jurassic World – Il regno distrutto (2018) è uscito 25 anni dopo Jurassic Park (1993), 21 anni dopo Il mondo perduto – Jurassic Park (1997), 17 anni dopo Jurassic Park III (2001) e tre anni dopo Jurassic World (2015).
  • Lo sceneggiatore e produttore Colin Trevorrow ha detto che la storia del film è stata ispirata da una citazione del Dr. Alan Grant dal primo film: “…i dinosauri e l’uomo…due specie separate da 65 milioni di anni di evoluzione, vengono a trovarsi gettati nella mischia insieme: come potremo mai avere la benché minima idea di che cosa possiamo aspettarci?”.
  • In origine il Pachyrhinosaurus doveva essere presente, ma è stato sostituito da un Sinoceratops.
  • Animatronics sono stati usati per rappresentare molti dei dinosauri del film, il film presenta più dinosauri di qualsiasi altro film della serie, dato che il regista J.A. Bayona voleva includere diversi nuovi dinosauri non inclusi nei film precedenti, oltre al fittizio Indoraptor. Il film presenta anche più dinosauri animatronici di qualsiasi altro sequel precedente. Gli animatronics utilizzati nel film erano più tecnologicamente avanzati rispetto ai film precedenti. L’artista degli effetti speciali Neal Scanlan è stato supervisore creativo degli effetti delle creature del film e ha lavorato sui dinosauri animatronici, mentre David Vickery di “Industrial Light & Magic” ha creato versioni dei dinosauri attraverso immagini generate al computer (CGI). Scanlan ha lavorato a stretto contatto con Bayona e Vickery per creare le creature. Bayona ha affermato che gli animatronics “sono molto utili sul set, specialmente per gli attori, che hanno qualcosa con cui interagire. C’è un’emozione in più se possono recitare di fronte a qualcosa di reale”. tra gli animatronics utilizzati c’era un Tyrannosaurus Rex a grandezza naturale, costruito dalla squadra di Scanlan. L’animatronic era controllato tramite joystick, con la capacità di respirare e muovere la testa. Il team di Scanlan ha anche creato modelli animatronici funzionali dell’Indoraptor e di Blue. I movimenti dell’animatronic Blue hannno richiesto il lavoro di 15 burattinai, che erano nascosti sotto l’animatronic durante le riprese.
  • Elenco dei dinosauri presenti nel film: Allosaurus, Ankylosaurus, Apatosaurus, Baryonyx, Brachiosaurus, Carnotaurus, Compsognathus, Gallimimus, Indoraptor, Mosasaurus, Pteranodonte, Sinoceratops, Stegosauro,, Stygimoloch, Triceratopo, Tyrannosaurus Rex, Velociraptor, Dilofosauro, Dimetrodon, Dracorex, Edmontosaurus, Indominus Rex (scheletro), Kosmoceratopo, Mononykus, Protoceratopo.
  • David Vickery e il suo team di ILM hanno creato gli effetti speciali dell’eruzione vulcanica e durante la realizzazione hanno consultato esperti vulcanologi.
  • Cinque dinosauri animatronici sono stati creati per Jurassic World – Il Regno Distrutto, a differenza del film precedente, che ne presentava solo uno.
  • Indoraptor significa “ladro indomito”.
  • Il regista J.A. Bayona ha paragonato il film a L’Impero colpisce ancora (1980) e Star Trek II – L’ira di Khan (1982), entrambi sequel considerati molto più cupi dei loro predecessori.
  • La ragione per cui Colin Trevorrow non ha diretto Jurassic World – Il Regno Distrutto è perché dopo l’originale Jurassic World (2015), Lucasfilm lo ha ingaggiato per chiudere la nuova trilogia di Star Wars affidandogli al regia di Star Wars: Episodio IX (2019), ma lo scorso autunno sulla scia del flop d’incassi del film Il libro di Henry (2017) diretto da Trevorrow, Lucasfilm ha cambiato idea licenziando Trevorrow, sebbene il regista affermi che la decisione probabilmente non si basava solo su “Il Libro di Henry”, ma su incolmabili differenze creative con Lucasfilm. Trevorrow per l’Episodio IX è stato sostituito da JJ Abrams.
  • Alcuni movimenti degli animali, come lo sbattere le palpebre, sono stati creati con l’ausilio di tecnologia informatica perché non potevano essere perfezionati con gli animatronics.
  • Il team di ILM si è ispirato al comportamento di elefanti e rinoceronti per determinare movimenti e comportamento dei dinosauri in questo film.
  • Una nuova ricerca suggerisce che i veri dinosauri erano più colorati e luminosi di quanto si era ipotizzato in precedenza.
  • J.A. Bayona ha rivelato che la scena in cui l’Indoraptor si intrufola nella stanza della piccola Maisie Lockwood è stata ispirata da sue paure dell’infanzia: “Avere un mostro nascosto nella mia camera da letto che entra attraverso la finestra è stata una delle mie più grandi paure da bambino”.
  • Circa 2.500 ragazzine sono state intervistate per il ruolo di Maisie Lockwood, tra loro c’era Ruby Barnhill che ha lavorato con Steven Spielberg su Il GGG – Il grande gigante gentile (2016), la parte alla fine è stata assegnata a Isabella Sermon.
  • Per consigli su procedure veterinarie e movimenti degli animatronics, i realizzatori hanno cercato un chirurgo veterinario che avesse esperienza con la fauna africana. Jonathan Cranston, chirurgo veterinario del Gloucestershire, è stato raccomandato per l’incarico per la sua esperienza con la fauna selvatica in Sudafrica. Cranston ha consigliato il regista J.A. Bayona e i produttori su come coreografare diverse scene per rappresentare con precisione complesse procedure veterinarie che coinvolgevano i dinosauri. Cranston ha lavorato a stretto contatto con Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Daniella Pineda e Justice Smith per insegnare loro come eseguire tali procedure. Inoltre Cranston ha consigliato i burattinai sulla creazione di movimenti animali sottili e autentici e ha anche lavorato con Bayona su due scene, Cranston è stato sul set per 12 giorni principalmente presso i Pinewood Studios.
  • Il T-Rex è stato soprannominato “Roberta” dal supervisore degli effetti visivi Phil Tippett durante la creazione deegli storyboard di Jurassic Park (1993), ma molti fan la conoscono come “Rexy”.
  • Questo è il primo film di Jurassic Park ad avere una scena dopo i titoli di coda che mostra uno Pterosauro volare attorno all’hotel e casinò Paris Las Vegas.
  • Per la struttura della sceneggiatura, Colin Trevorrow ha detto di essersi ispirato a Il ponte delle spie di Steven Spielberg (2015), in cui due storie apparentemente non correlate “si scontrano nel mezzo e si muovono insieme”. Trevorrow è stato ispirato anche da I tre giorni del Condor (1975) affermando: “È una di quelle situazioni in cui pensi di sapere qual è il punto, e poi tutto cambia, e all’improvviso non sai di chi fidarti”.
  • E’ stato già annunciato un Jurassic World 3 che vedrà al timone Colin Trevorrow, regista dell’originale Jurassic World, per un’uscita fissata all’11 giugno 2021.
  • Le musiche originali Jurassic World – Il regno distrutto sono del compositore Premio Oscar Michael Giacchino che ha musicato il Jurassic World originale e composto colonne somnore per i film d’animazione Gli incredibili, Ratatouille, Up e Coco, il reboot Star Trek di J.J. Abrams, l’avventura fantascientifica John Carter, il sequel Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie, i cinecomic Doctor Strange e Spider-Man: Homecoming e lo spin-off Rogue One: A Star Wars Story.
  • Per ascoltare la colonna sonora di Jurassic World – Il regno distrutto clicca QUI.

 

 

 


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