Hereditary – Le radici del male: recensione e curiosità del film horror di Ari Aster

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Ha debuttato nei cinema italiani Hereditary – Le radici del male. Leggi la recensione del film horror diretto dall’esordiente Ari Aster e interpretato da Toni Collette, Alex Wolff, Milly Shapiro, Ann Dowd e Gabriel Byrne.

Cast e personaggi

Toni Collette: Annie Graham
Milly Shapiro: Charlie Graham
Alex Wolff: Peter Graham
Gabriel Byrne: Steve Graham
Ann Dowd: Joan

La trama

 

Quando l’anziana Ellen muore, i suoi familiari cominciano lentamente a scoprire una serie di segreti oscuri e terrificanti sulla loro famiglia che li obbligherà ad affrontare il tragico destino che sembrano aver ereditato.

 

La nostra recensione

 

Opera prima di gran pregio quella del regista Ari Aster, Hereditary – Le radici del male prende un disturbante dramma familiare e lo porta lentamente e inesorabilmente nei meandri del sovrannaturale. Aster può contare su un cast di attori in parte e alcune suggestioni che rievocano classici horror come Rosemary’s Baby e tutto quel filone a sfondo “satanista” per un racconto cupo, straniante e a tratti davvero agghiacciante.

“Hereditary” è il tipico film che la critica acclama, ma che dividerà i fan del genere horror, da una parte chi stravede per titoli come The Witch troverà l’opera prima di Aster un inquietante gioiellino da non perdere, mentre chi cerca un horror meno “recitato” e più genuino nel suo trattare i cliché del genere potrebbe trovare “Hereditary” un tantino pretenzioso.

Se “Hereditary” dal punto di vista visivo e della recitazione è ineccepibile, la poca esperienza del regista con il genere horror si palesa nella parte finale dove, in un baillame di stampo satanista, si rischia a più riprese di perdere il controllo in un delirio misticheggiante senza dubbio suggestivo, ma troppo “carico” e con sequenze che sfiorano pericolosamente la comicità involontaria.

Confessiamo che ci è venuto da sorridere di fronte a certa critica che ha paragonato “Hereditary” a L’esorcista o ha definito il film migliore di The Conjuring – L’evocazione, paragoni fuorvianti conseguenza di un eccesso di entusiasmo e di poca obiettività poiché “Hereditary” manca proprio di quell’appeal “popolare” di cui sono dotati entrambi i titoli citati. “L’esorcista” e “The Conjuring” sono film capaci di rivolgersi in maniera trasversale ad un pubblico ampio e variegato per età e gusti, una schiettezza di cui il film di Arter purtroppo è sprovvisto poiché punta ad una narrazione dalla forte impronta autorale che non intende parlare a tutti gli spettatori, ma ammicca ad un target di pubblico ben preciso e in particolar modo ad una certa critica in realtà poco avvezza al genere horror. Da questo punto di vista noi sìamo sempre e comunque dalla parte del pubblico nella sua interezza, senza sofismi di sorta ed è per questo che evitiamo di gridare al capolavoro anche di fronte ad un film di gran pregio qual’è indiscutibilmente “Hereditary”.

 

Curiosità

    • In un’intervista l’attore Alex Wolff spiega che avrebbe voluto rompersi davvero il naso per la scena in cui il suo personaggio sbatte la testa su un banco di scuola. Il regista Ari Aster rifiutò rispettosamente quell’offerta e disse a Wolff che gli avrebbero fornito un banco morbido e imbottito per la scena. Quando fu il momento di girare la scena, Wolff colpisce la la scrivania con la testa solo per scoprire che la parte superiore era di schiuma mentre il fondo era duro. E così Wolff in quella scena ha finito per slogarsi la mascella, che l’attore aveva già lesionata da un precedente infortunio.
    • In tutto il film, si possono vedere diverse parole scarabocchiate sui muri. Ad un certo punto, ci sono due parole, “LIFTOACH PANDEMONIUM”. Liftoach è una traslitterazione inglese della parola ebraica “Aprire”.
    • Secondo l’attore Alex Wolf il montaggio originale del film avrebbe potuto facilmente superare le 3 ore di durata. Era principalmente composto da più dialoghi tra i familiari.
    • Ari Aster girando il film è stato fortemente influenzato dai toni grotteschi della commedia  Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante (1989)-
    • Nella prima scena di Peter a scuola, le parole “Escaping Fate” sono scritte alla lavagna con l’insegnante che ne discute. Questo è un riferimento al film  Halloween – La notte delle streghe (1978), in cui il personaggio principale discute della stessa cosa in classe.
    • L’intero interno della casa dei Graham è stato costruito in un teatro di posa.
    • Toni Collette (Annie) ha 22 anni in meno del marito sullo schermo, Gabriel Byrne.
    • Il film è stato presentato per la prima volta il 21 gennaio 2018 al Sundance Film Festival 2018 nella sezione “Midnight”.
    • Gabriel Byrne ha lavorato con Alex Wolff nella serie televisiva della HBO “In treatment” (2008-2010), dove i due attori hanno interpretato padre e figlio come in questo film.
    • Paimon, il demone che compare alla fine del film è un demone che è stato gettato all’inferno insieme a Lucifero e altri angeli ribelli. Paimon è considerato uno dei guerrieri più devoti di Lucifero. Paimon è spesso raffigurato con un aspetto femminile, ma è un maschio, motivo per cui nel film il demone è prima all’interno della figlia Charlie, e successivamente nel figlio Peter. Si afferma anche nei testi antichi che quando Paimon si avvicina si può sentire uno strano suono simile al rumore di un clic, lo stesso rumore fatto da Charlie nel film.
    • La lingua parlata durante l’invocazione che viene data a Toni Collette è una combinazione di ebraico ed enochiano (la lingua degli angeli).
    • Alla fine, quando viene mostrata la figura a grandezza naturale del demone Paimon, le dita della sua mano destra sono posizionate in un modo in cui Gesù viene spesso raffigurato nei quadri medievali, ma Paimon le sta tenendo sottosopra. L’antico gesto della mano è usato come rappresentazione di Gesù e così come le croci vengono invertite, Paimon sta usando quello stesso gesto storpiandolo per mancare di rispetto a Gesù. Inoltre Paimon indossa un’aureola con raggi che escono da esso come un sole. Anche questo alone viene rappresentato nelle raffigurazioni di Gesù, quindi coloro che adorano Paimon credono che lui sia il vero salvatore.
    • Il regista Ari Aster ha presso spunto da fonti cinematografiche impensabili come Gente Comune,Tempesta di Ghiaccio e In the Bedroom (drammi feroci in cui generazioni di famiglie si confrontano con la morte, le malattie mentali e la violenza psicologica). Il regista ha spiegato di aver voluto fondere la sostanza di questi drammi emotivi con l’ispirazione creativa di alcuni horror di culto degli anni ‘ 60 e ‘70, come Rosemary’s Baby, A Venezia… un Dicembre Rosso Shocking e Suspense (The Innocents).
    • L’uomo sorridente presenta ai funerali della nonna può essere visto in una porta buia verso la fine del film.
    • La colonna sonora del film è del musicista e e sassofonista statunitense Colin Stetson.
    • Il film costato 10 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo circa 79.

 

 

 


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