Halloween 2018: recensione del “deludente” sequel di David Gordon Green

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Il nuovo Halloween ha debuttato nei cinema italiani. Leggi la nostra recensione del sequel di David Gordon Green interpretato da Jamie Lee Curtis, Judy Greer, Andi Matichak, Will Patton, Virginia Gardner e Nick Castle.


                                                                                 [Per visionare il trailer clicca sull’immagine in alto]

 

Cast e personaggi

Jamie Lee Curtis: Laurie Strode
Judy Greer: Karen Strode
Andi Matichak: Allyson Nelson
Will Patton: Frank Hawkins
Virginia Gardner: Vicky
Nick Castle – James Jude Courtney: Michael Myers
Haluk Bilginer: dott. Ranbir Sartain
Rhian Rees: Dana Haines
Jefferson Hall: Aaron Korey
Toby Huss: Ray Nelson
Miles Robbins: Dave
Omar Dorsey: Sceriffo Barker

 

La trama

 

Laurie Strode ha perso ogni cosa. Famiglia e stabilità emotiva sono state sacrificate al trauma subito quella terricante notte di Halloween di quarant’anni prima, che ha figliato una donna paranoica, emotivamente instabile e sempre sul piede di guerra, pronta armi alla mano ad un eventuale ritorno del serial-killer mascherato Michael Myers, internato in un istituto psichiatrico dopo la strage di Haddonfield. Ora quarantanni dopo due documentaristi tentano lo scoop provando a convincere Laurie ad incontrare Michael, che nel frattempo evade durante un trasferimento e recuperata la sua vecchia maschera torna ad indossarla per portare a termine la strage iniziata decenni prima. Michael però è ignaro che stavolta la donna che si troverà di fronte non è l’impaurita babysitter di quella fatidica notte, ma una donna indurita dal tempo e dalla costante paura, intenzionata a tutto per difendere la sua famiglia e rispedire il suo peggiore incubo nello stesso inferno che lo ha generato.

 

La nostra recensione

 

Apriamo questa recensione con una piccola ma importante premessa, siamo reduci dalla visione e recensione dell’Halloween originale in occasione dei 40 anni dalla sua uscita nelle sale. Il perché di questa premessa è presto detto: con ancora fresco in mente il capolavoro di Carpenter ci siamo recati in sala a visionare il nuovo Halloween di David Gordon Green, sulla scia di incassi da record e critiche entusiastiche, e ci siamo ritrovati di fronte ad un film che definire sopravvalutato è un eufemismo. Il film si è rivelato talmente deludente da non reggere il confronto neanche con il sequel originale (“Il signore della morte”) che seppur non memorabile si presentava perlomeno come “complementare” al primo film, tirando le fila e concludendo la storia di quella tragica e terrificante prima notte di Halloween in quel di Haddonfield.

Quando abbiamo sentito parlare per la prima volta del nuovo “Halloween” ci è sorto qualche dubbio, alla regia era stato designato David Gordon Green, regista di “Strafumati” senza alcuna esperienza nel genere horror. Per scrivere la sceneggiatura Green si è avvalso della collaborazione dell’attore Danny McBride, altro specialista in comedy senza alcuna esperienza con l’horror, ma i due si dichiaravano fan sfegatati dell’originale e promettevano un sequel diretto dell’originale che avrebbe fatto tabula rasa di tutta la scombinata mitologia creata dal franchise, onde riportare Michael Myers alle sue origini. Ad aggiungere carne al fuoco ci ha pensato Green che è riuscito a portare a bordo nientemento che John Carpenter, in veste di produttore esecutivo e compositore della colonna sonora, e la talentuosa Jamie Lee Curtis ancora una volta nei panni dell’iconica Laurie Strode, nonostante il personaggio fosse morto per mano di Michael nell’incipit di Halloween: La resurrezione, ottavo e ultimo film della serie prima dell’operazione remake / reboot di Rob Zombie.

Da fan sfegatati di Michael Myers, un ritorno in azione dell’Ombra ci ha messo davvero l’acquolina in bocca, tra l’altro interpretato in una scena cameo dal Michael Myers orginale Nick Castle. Con tutta questa materia prima a disposizione abbiamo momentaneamente accantonato i dubbi sulle reali capacità di Green e McBride nel gestire un plot horror, oltretutto i due hanno anche mostrato la sceneggiatura a Carpenter che l’ha approvata definendola il miglior sequel di sempre del suo film originale. Insomma cosa poteva andare storto se c’era anche il beneplacito del maestro Carpenter?

E qui come si suol dire “casca l’asino” poiché il nuovo Halloween si presenta confusionario, claudicante dal punto di vista della pura suspense, poco ispirato dal punto di vista del “gore” e con una Jamie Lee Curtis che fa il verso alla Sarah Connor / Linda Hamilton di Terminator 2 recitando perennemente sopra le righe; comprendiamo il bisogno di ritrarre un trauma come quello subito da Laurie Strode, ma alcune scene risultano così forzate da sfiorare la comicità involontaria.

In realtà a recitare sopra le righe è quasi l’intero cast, con punte di puro delirio che includono anche una brutta copia del Dr. Loomis, come se non fosse bastata già quella di Malcom McDowell nei rifacimenti di Rob Zombie; un Michael Myers che prende porte in faccia da parte di una baby sitter nella stanza di un bambino terrorizzato, fino al delirante finale in stile protofemminista, che grida a gran voce a morte il misogino, in cui Michael perde completamente la sua dignità di icona horror e sotto la maschera sembra pensare: “Dove sono Jason e Freddy quando ce n’è bisogno?”.

Il nuovo “Halloween” è una bizzaria a tratti involontariamene esilarante che sembra concepita da e per una generazione che pare aver dimenticato l’importanza del come attingere dalla memoria collettiva senza rischiare di snaturarne la sostanza. Questa ci sembra l’unica spiegazione di fronte ad un film che è stato capace in un lasso di tempo tanto fuggevole di spiazzarci (negativamente), deluderci e irritarci come accaduto poche volte in tanti anni di passione imperitura per il genere horror e le sue imprescindibili e soprattutto intoccabili icone di riferimento. Potevamo limitarci a scrivere una recensione asettica e distaccata, bell’è pronta ad unirsi al coro di entusiasti, ma visto che l’horror è un genere che amiamo profondamente abbiamo preferito essere sinceri fino in fondo di fronte ad una pellicola a nostro parere palesemente inadeguata. Per chi si stesse chiedendo cosa ci è piaciuto del film, la risposta è la colonna sonora di John Carpenter e la meravigliosa maschera “40enne” di Michael; la scena in cui torna ad indossarla per la prima volta, anche se girata in pieno giorno, ci ha regalato qualche fugace reminiscenza del cinema horror dei bei tempi ormai irrimediabilmente andati.

Data di uscita Italiana: Al cinema da giovedì 25 ottobre 2018

 

 

 


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1 comment on “Halloween 2018: recensione del “deludente” sequel di David Gordon Green

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