Gotti – Il Primo Padrino: recensione e curiosità del film con John Travolta

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Ha debuttato nei cinema italiani Gotti – Il primo padrino, film biografico del 2018 diretto da Kevin Connolly e interpretato da John Travolta, Kelly Preston, Stacy Keach, Spencer Lofranco e Pruitt Taylor Vince.

Cast e personaggi

John Travolta: John Gotti
Kelly Preston: Victoria Gotti
Stacy Keach: Aniello Dellacroce
Spencer Lofranco: John Gotti, Jr.
Pruitt Taylor Vince: Angelo Ruggiero
William DeMeo: Sammy Gravano
Chris Mulkey: Frank DeCicco
Leo Rossi: Bartholomew Boriello
Chris Kerson: Wilfred “Willie Boy” Johnson
Victor Gojcaj: Padre Murphy
Sal Rendino: Vincent Gigante

Doppiatori italiani

Paolo Marchese: John Gotti
Roberta Greganti: Vittoria Gotti
Michele Gammino: Aniello Dellacroce
Emanuele Ruzza: John Gotti, Jr.
Angelo Nicotra: Angelo Ruggiero
Renato Cecchetto: Bartholomew Boriello
Vittorio Guerrieri: Wilfred “Willie Boy” Johnson

 

La trama

 

Il gangster John Joseph Gotti (John Travolta) scala i ranghi della mafia italiana di New York senza pietà. Dopo aver organizzato un sanguinoso colpo nelle strade di Manhattan all’inizio degli anni ’80, Gotti diventò il capo della famiglia criminale dei Gambino, assicurandosi un posto nei libri di storia con il nome di “Teflon Don” – il protetto del sottocapo Aniello Della Croce (Stacey Keach). Ripercorrendo gli eventi cruciali che hanno definito la sua carriera criminale durante gli anni ’70, e le conseguenze di quei giorni di gloria fino a quando negli anni ’90 fu colpito dalla malattia, il film presenta il ritratto di un uomo il cui percorso è stato segnato da violenza, ambizione, e, nonostante tutto, amore per la famiglia. A fare cornice alla narrazione, è una conversazione avvenuta in prigione nel 1999 tra Gotti e suo figlio John Gotti Jr. (Spencer LoFranco), in cui il protagonista ricorda le sue scelte come leader e come padre. Gotti riuscì a muovere i fili della malavita, e a trasformare ciò che era stato creato dalla famiglia Gambino in una delle organizzazioni criminali più potenti della storia di New York. Racket, droga, gioco d’azzardo, estorsione e omicidio, divennero di uso comune per Gotti e la sua banda, rendendo così proibito il tradimento e qualsiasi coinvolgimento con la polizia. Intrecciati all’intensa e avvincente sequenza di eventi, che portarono all’ascesa di Gotti, ci furono anche la decisione di Gotti Jr di lasciare la carriera da militare per unirsi agli affari della famiglia, e l’amore di Gotti per la devota moglie Victoria (Kelly Preston), la quale rimase sempre a fianco del marito. La sua notorietà e le sue azioni cruente, portarono Gotti a diventare rapidamente il sospettato principale delle indagini dell’FBI, volte a smascherare le proficue attività dell’organizzazione criminale cui faceva capo. Incapaci di incastrarlo in più occasioni, le autorità convinsero l’uomo di fiducia di Gotti, Sammy “Il Toro” Gravano, a diventare un informatore. Condannato all’ergastolo, senza aver mai patteggiato, Gotti morì per un cancro alla gola all’età di 61 anni, in una prigione Federale del Missouri.

 

La nostra recensione

 

Accompagnato da una scia di critiche e stroncature è arrivato nelle sale italiane Gotti – Il primo padrino, il film biografico con John Travolta nei panni di John Joseph Gotti, boss mafioso statunitense già ritratto nel film tv Gotti: The Rise and Fall of a Real Life Mafia Don del 1996, prodotto da HBO e interpretato da Armand Assante. Chi ha visto il film tv con protagonista Assante noterà subito l’approccio opposto alla caratterizzazione di John Travolta, l’attore porta su schermo un Gotti istrionico e spesso sopra le righe, ritraendolo come un vero e proprio “divo” dei mass media nonché benefattore molto amato dalla comunità.

Sin dalle prime battute si percepisce il film come un’operazione troppo ambigua, che mette in secondo piano la carriera criminale di Gotti, che ricordiamo condannato per ben 13 omicidi, per raccontare l’uomo Gotti, l’amorevole padre di famiglia e “simpatico” uomo d’onore che amava vestire bene e stare sotto i riflettori, un eccesso di visibilità che finirà per diventare un’arma a doppio taglio per Gotti, favorendone il percorso che culminerà con il carcere a vita.

Il film si dipana senza guizzi, con una regia piatta, didascalica e poco coraggiosa al servizio di un Travolta “istrione” la cui performance stride pesantemente in un contesto “crime” che andava maneggiato con più equilibrio. Su schermo un ritratto “addomesticato” di stampo quasi agiografico che manipola elementi biografici senza “sporcarli”, cinematograficamente parlando, con tutto la materia prima “crime” a disposizione. Questo approccio “buonista” al film coinvolge anche le vicissitudini giudiziarie del figlio di Gotti, John Jr. boss della famiglia Gambino dal ’92 al ’99, dipinte come una sorta di persecuzione da parte del governo contro un padre di famiglia redento, perseguito “solo” per diversi omicidi, oltre che racket, furto e rapina a mano armata.

Dopo aver visto classici come Quei bravi ragazzi e The Departed è davvero difficile trovare qualcosa di positivo in “Gotti – Il primo padrino”, la sua narrazione di stampo televisivo e la mancanza di ritmo affossano definitivamente un’operazione travagliata sin dalla sua nascita, che approda sul grande schermo con le armi spuntate e una regia a dir poco asfittica.

Data di uscita: Al cinema dal 13 settembre 2018

 

Curiosità

  • L’attore protagonista John Travolta parla del film: “Il film esplora i due lati della vita del gangster: da una parte la famiglia, con le sue vulnerabilità e le emozioni profonde, dall’altra il lato più oscuro. Il filo conduttore del film è una conversazione con suo figlio, nella quale Gotti Jr. chiede al padre di uscire dalla sua vita, a causa del senso di dovere che ha nei confronti della propria famiglia. Kelly e io siamo stati entrambi molto riconoscenti nei confronti di John Gotti Jr. e Victoria Gotti, che ci hanno permesso di fare molte ricerche sulla loro famiglia. John Jr. è stato sul set per la maggior parte del tempo, e questo è stato grandioso. Ho anche avuto l’opportunità di indossare i gioielli e i vestiti appartenuti a Gotti Senior.
  • Joe Pesci era stato originariamente scelto nel ruolo di Angelo Ruggiero. Pesci successivamente ha intentato una causa da 3 milioni di dollari contro i produttori denunciando la violazione del contratto. Nella causa Pesci sostiene che dopo aver guadagnato 13 chili per il ruolo sovrappeso di Ruggiero, gli è stato invece offerto un ruolo diverso. La causa è ancora in sospeso.
  • I produttori hanno rinunciato all’idea di avere Lindsay Lohan nel film, citando le difficili richieste del suo management team. Lohan ha chiamato personalmente il produttore Marc Fiore per convincerlo a lasciarle mantenere il ruolo.
  • Nel film, John Travolta ha indossato molti degli accessori di John Gotti, come le cravatte.
  • Sylvester Stallone era in trattativa con John Gotti Jr. per recitare nel film.
  • Shia LaBeouf, Channing Tatum, Dominic Cooper e James Franco sono stati tutti considerati per il ruolo di John Gotti Jr..
  • John Travolta ha ottenuto il ruolo da protagonista perché la famiglia Gotti lo ha personalmente chiesto.
  • Molte delle auto personali di John Travolta appaiono in questo film.
  • John Travolta ha detto che la sua esperienza più strana in questo film è stato indossare il soprabito di Tweed di John Gotti (nelle scene di apertura e di chiusura) perché poteva ancora sentire l’odore della colonia di Gotti sul tessuto.
  • I figli di Gotti, Victoria Gotti e John Gotti Jr., erano sul set durante la maggior parte delle riprese come consulenti. Hanno fornito la produzione con vari video di famiglia per aiutare nella rappresentazione del padre.
  • Il biopic ha impiegato otto anni per essere realizzato, dopo diversi registi, cambiamenti del cast e cambiamenti di sceneggiatura.
  • Nick Cassavetes era stato inizialmente assunto per dirigere, ma abbandonato a causa del suo impegno con il film Yellow (2012).
  • Sebbene ambientato a New York, le riprese principali si sono svolte a Cincinnati in Ohio.
  • Gotti è morto in carcere di cancro alla gola il 10 giugno 2002,. Aveva la porzione inferiore della mandibola rimossa a causa del cancro, ed era alimentato attraverso un tubo. Il corpo di Gotti fu portato a New York su un jet privato. Fu vestito con un completo blu e messo in uno scrigno di bronzo per 2 notti di veglia al Papavero Funeral Home. Limousine e auto piene di fiori sfilarono per le strade, mentre otto persone portarono la bara. La processione funebre passò davanti alla sua casa e al suo quartier generale, sulla via per il cimitero. La diocesi di Brooklyn annunciò che la famiglia Gotti non avrebbe ricevuto una cerimonia di sepoltura cristiana, ma le sarebbe stata concessa una messa di requiem dopo la sepoltura. Gotti è stato sepolto presso il Saint John’s Cemetery di New York.
  • L’attore Rhys Coiro e il regista Kevin Connolly avevano già lavorato insieme nella serie tv Entourage. La maggior parte della quarta stagione di quella serie è incentrata sul protagonista della serie Vincent Chase, una star del cinema, che sta cercando di realizzare il film “Medellín”, un progetto a cui tiene molto incentrato sul famigerato signore della droga Pablo Escobar. Il progetto culmina in una disastrosa prima a Cannes con stroncature dei critici e un’uscita direct-to-video negli Stati Uniti. In una bizzarra coincidenza Gotti – Il primo padrino è un progetto a cui John Travolta teneva molto e che ha cercato di realizzare dal 2010. La produzione è stata accolta con numerosi dilemmi, culminati in una disastrosa prima a Cannes, una serie di stroncature della critica e un’uscita nei cinema limitata a poche sale.
  • Le musiche del film sono di Jacob Bunton (brani per Escape Plan 2 – Ritorno all’inferno) e Jorge Gomez (brani per Fast & Furious 7) entrambi alla loro prima colonna sonora per il grande schermo. A bordo anche il rapper Pitbull che in precedenza ha fornito brani per le colonne sonore di una lunga serie di pellicole cinematografiche e serie tv tra cui ricordiamo la hit “Back in Time” per il film Men in Black 3.
  • Il cantante e rapper Pitbull è rimasto così impressionato dalla somiglianza tra una fotografia di John Travolta nei panni di John Gotti e il vero Gotti che ha chiesto se poteva essere coinvolto nella colonna sonora del film. Pitbull ha collaborato al film con il brano “Amore” interpretato con Leona Lewis.

 

 

 

 


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