Ghost Stories: recensione e curiosità del film horror con Martin Freeman

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Dal 6 settembre disponibile in DVD il film Ghost Stories. Leggi la recensione dell’horror sovrannaturale diretto da Jeremy Dyson e Andy Nyman e interpretato Andy Nyman, Martin Freeman, Alex Lawther, Paul Whitehouse e Nicholas Burns.

Cast e personaggi

Andy Nyman: Prof. Phillip Goodman
Martin Freeman: Mike Priddle / Cameron
Alex Lawther: Simon Rifkind
Paul Whitehouse: Tony Matthews
Nicholas Burns: Mark Van Rhys
Jill Halfpenny: Peggy Van Rhys
Kobna Holdbrook-Smith: Padre Emery
Daniel Hill: Sig. Goodman
Amy Doyle: Esther Goodman
Ramzan Miah: fidanzato di Esther
Paul Warren: Woolly

La trama

 

Il Professor Philip Goodman (Andy Nyman), noto a tutti per il suo proverbiale scetticismo nei confronti di qualsiasi evento sovrannaturale conduce un programma televisivo, nel quale smaschera false sedute spiritiche e sedicenti sensitivi. Quando gli affidano il compito d’indagare su tre sconcertanti casi di attività paranormale, Goodman inizia a scavare sempre più a fondo, ignaro del fatto che i 3 casi finiranno per rivelare, ciascuno a suo modo, dei misteri terrificanti, ben oltre la sua stessa immaginazione. Finché, via via, non giungerà a un’angosciante e scioccante conclusione che lo riguarderà personalmente.

 

La nostra recensione

 

Il film Ghost Stories proviene da un’acclamata opera teatrale che ha avuto il merito di riportare in grande auge il cosiddetto “teatro immersivo”, e l’adattamento per il grande schermo dagli autori originali conserva gran parte della suspense e dell’immersività del materiale originale. Il film si presenta allo spettatore come un intrigante ibrido che spazia dalla classica storia di fantasmi all’episodio da antologia horror in stile I Racconti della cripta, fino a sconfinare con decisione nell’horror di stampo psicologico per una messinscena per nulla banale, ma che risente molto della sua provenienza teatrale, elemento che è al contempo un pregio, ma anche un limite.

“Ghost Stories” presenta tre storie che scorrono via fugaci, ma pregne di brividi genuini creati ad arte in cui la coppia di registi lavora per suggestioni, potendo contare su interpretazioni di pregio e una manciata di “coup de théâtre”, mai termine fu più azzeccato, in qualche caso davvero agghiaccianti. Nel primo “caso” si sfrutta una location a sfondo “psichiatrico” che ha fatto la fortuna di horror come Session 9; nel secondo caso si cita visivamente Evil Dead per narrare di una creatura diabolica che vive in una oscura foresta e nel terzo caso, l’episodio con Martin Freeman, si strizza l’occhio a Rosemary’s Baby sciorinando brividi tipici del filone “case infestate”.

“Ghost Stories” è girato con indubbia eleganza, sa come far gelare il sangue ove richiesto e risulta molto ben interpretato, ma è la parte finale che potrebbe far storcere il naso a qualcuno, poiché è proprio l’epilogo che rimarca con decisione la concezione di stampo teatrale dell’intera operazione. Un epilogo intrigante, tutto giocato sul versante psicologico e sul labile confine tra realtà e fantasia, che prova ad essere originale giocando con tutti i cliché che il genere mette a disposizione e bisogna ammettere che le “storie di fantasmi”, anche nella loro forma più classica, mantengono intonso un diabolico e inquietante fascino.

Disponibile in DVD dal 6 settembre 2018

 

Curiosità

  • Il titolo del film è stato scritto erroneamente come “Ghost Storeis” in gran parte del marketing pre-uscita, per accordarsi con lo slogan della produzione: “Il cervello vede ciò che vuole vedere”.
  • Ghost Stories è l’adattamento dell’omonima opera teatrale scritta e diretta a quattro mani da Andy Nyman e Jeremy Dyson, due appassionati fan del genere horror.
  • Ghost Stories ancora oggi una delle pièce teatrali più spaventose che siano mai andate in scena. Ha esordito alla Liverpool Playhouse a febbraio del 2010 e, in seguito, è andata in scena presso il Lyric Theatre di Hammersmith, a Londra. ‘Ghost Stories’ è stato un grande successo di critica, con rappresentazioni anche nel West End, presso il Teatro Duke of York e, successivamente, presso l’Arts Theatre, dove ha sbancato i botteghini per ben 26 mesi consecutivi. Oltre a Londra, è andato in scena anche a Toronto, Shanghai, Lima, Sydney e Mosca. Presto sbarcherà in molti altri paesi del mondo; a oggi, lo spettacolo teatrale ‘Ghost Stories’ è stato visto da oltre mezzo milione di persone in tutto il mondo.
  • Ghost Stories segna il debutto alla regia di Andy Nyman e Jeremy Dyson.
  • Andy Nyman (il professor Phillip Goodman nonché co-autore e co-regista del film) è apparso in precedenza nell’adattamento del 1989 di The Woman in Black, che è un’altra storia di fantasmi.
  • Jeremy Dyson parla delle fonti d’ispirazione di Ghost Stories: “Una delle cose che ci hanno ispirato di più sono state le attrazioni horror dei parchi di divertimento, come la ‘Haunted Mansion’ di Disneyland, perché rappresentano la forma più pura di teatro che esista. È questo il tipo di esperienza che volevamo cercare di ricreare, perché ti permette di rivivere l’intenso piacere dell’infanzia quando, per la prima volta, hai provato quel tipo di emozioni che sono potenti proprio perché profondamente immersive. Era questo l’effetto che volevamo provocare. Volevamo fondere questo genere di esperienza con una narrazione accessibile, per offrire al pubblico delle sensazioni d’intensa gioia. Ciò che ci ha ispirati a livello di trama sono stati i film delle Amicus Anthologies degli anni ’60 e ’70, come Le cinque chiavi del terrore e La bottega che vendeva la morte, oltre a un classico dell’horror, prodotto dagli Ealing Studios, come Incubi notturni . Quello che distingue quest’ultimo da tutti gli altri film è che la storia migliore, la più terrificante, è quella che fa da cornice a tutte le altre, è stato proprio questo l’espediente che ha maggiormente ispirato ‘Ghost Stories’. Ma abbiamo anche reso omaggio al terrore intrinseco dei film di Val Lewton, alle atmosfere tipiche delle pellicole di Dario Argento, delle quali nel film ci sono diverse citazioni, ma anche a tutto quell’immaginario horror che da piccoli ci spaventava terribilmente. Inoltre, abbiamo scavato a fondo nei nostri demoni personali e in tutte quelle cose di cui avevamo più paura da bambini”.
  • Martin Freeman racconta come è stato coinvolto nel progetto: “Ero molto impegnato tra le riprese de Lo Hobbit e di ‘Sherlock’, quindi non avevo visto lo spettacolo teatrale. I miei amici lo avevano visto e non facevano che ripetere quanto fosse pazzesco; quindi conoscevo bene il titolo quando mi arrivò la sceneggiatura. Non sono un grande amante dell’horror e di certo non ho la stessa dimestichezza di Andy e di Jeremy con questo genere, ma la sceneggiatura era interessante e divertente e mi avrebbe permesso di reagire a degli effetti speciali fisici, anziché al solito ‘nulla su uno schermo verde’. In realtà mi diverto sempre molto quando recito in ruoli nei quali devo reagire a cose inesistenti ma con questo film avrei potuto concedermi un po’ di sana semplicità teatrale, che comunque in questo caso ha un effetto davvero terrificante”.

 

 


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