Film classici italiani: “Umberto D.” di Vittorio De Sica

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Riscopriamo insieme “Umberto D.”, un maliconico classico del neorealismo italiano diretto da Vittorio De Sica e interpretato da Carlo Battisti, Maria Pia Casilio: Maria, Lina Gennari, Memmo Carotenuto e Elena Rea.

Cast e personaggi

Carlo Battisti: Umberto Domenico Ferrari
Maria Pia Casilio: Maria, la servetta
Lina Gennari: Antonia, la padrona di casa
Ileana Simova: (non accreditata)
Elena Rea: sorella
Memmo Carotenuto: un ammalato
Alberto Albani Barbieri: amico di Antonia

 

La trama

 

Umberto Domenico Ferrari, pensionato, ha lavorato per trent’anni al Ministero dei Lavori Pubblici, un impiegato modello, discreto e ligio al dovere, ma purtroppo la sua tranquilla vita di pensionato si scontra con una minaccia di sfratto ed una sensazione di deriva che lo porterà a pensieri suicidi. Sarà il suo fedele compagno Flaik, un cagnolino, a ridestare in lui la voglia di vivere e la speranza, se non in una vita migliore, almeno in un ottimismo che consenta di affrontare le storture quotidiane un giorno alla volta.

 

La nostra recensione

 

Il neorealismo italiano rappresenta, per molti critici e per il sottoscritto, l’apice artistico del cinema italiano, un periodo fervido di piccoli grandi palpitanti capolavori, giudicati estremi da molti all’epoca, per il loro linguaggio duro e senza filtri.

Umberto D. fa parte di quelle pellicole popolate da attori non professionisti, come il protagonista Carlo Battisti nella vita linguista e bibliotecario, che pescavano nell’intimo bisogno dei registi dell’epoca di raccontare il presente, la strada e la gente comune, dimostrando come la semplicità di trame all’apparenza esili e inconsistenti nascondessero in realtà intricate e coinvolgenti storie di vita vissuta.

Dopo Ladri di biciclette, all’epoca criticato per la sua visione troppo cruda e realistica del quotidiano, Vittorio De Sica torna dietro ls macchina da presa per dirigere Umberto D., film che il regista dedica al padre Umberto De Sica e in cui ci racconta le vicissitudini, mai così attuali, di un pensionato che circondato da indifferenza e solitudine si avvicina al baratro della disperazione, incapace di reagire al mondo cinico e menefreghista che lo circonda, che ne cancella lentamente e inesorabilmente i contorni rendendolo praticamente un invisibile.

Anche Umberto D. pagò il coraggio della sua schiettezza e venne poco apprezzato all’epoca dell’uscita, era il 1952; Roma e la sua gente sono la cornice di questo capolavoro, che attraverso lo sguardo di una vecchiaia indifesa ci mostra una gamma di sentimenti e rapporti, durante la pellicola vediamo l’anziano protagonista alla ricerca di un po’ di soldi per pagare l’affitto e non finire in mezzo alla strada, che delineano un sentiero di frustrazione e delusione in cui lentamente l’anziano pensionato s’incammina.

Flaik, il cagnolino che Umberto non riesce più a sfamare e Maria, la domestica che abita nella sua casa sono le uniche forme di affetto con cui il protagonista viene a contatto durante tutto il film, la sua vita sembra ormai segnata da un lenta e inutile ricerca di scampo ad una quasi certa vita da senzatetto che ogni ora che passa si fa sempre più vicina, ma al termine della visione pur con l’esile messaggio di ottimismo e speranza che De Sica ci lascia assaporare negli ultimi minuti, la tristezza per l’anziano protagonista rimane forte e ci segna, ricordandoci che vecchi prima o poi si diventa tutti.

 

Curiosità

 

  • Ingmar Bergman ha citato Umberto D. come il suo film preferito.
  • Il film ha ricevuto una candidatura all’oscar per il Miglior soggetto (a Cesare Zavattini).
  • Molti nel cast del film erano nuovi alla recitazione, inclusi Carlo Battisti e Maria Pia Casilio, i due attori principali. Altri, tra cui la crudele padrona di casa di Umberto, Antonia (Lina Gennari), erano attori professionisti affermati.
  • Flaik è stato interpretato da due diversi cani.
  • Questo è stato il primo e unico film per l’attore non professionista Carlo Battisti, che interpreta il ruolo principale nel film. La sua vera occupazione era quella di un professore di linguistica all’Università degli Studi di Firenze. Battisti è stato anche autore, insieme a Giovanni Alessio e altri collaboratori, del Dizionario Etimologico Italiano (DEI, in cinque volumi, pubblicato negli anni 1950-1957).
  • Vittorio De Sica ha dedicato questo film a suo padre.
  • Maria Pia Casilio, che interpreta il ruolo della domestica nel film, ha ottenuto la parte quando ha accompagnato un amico a vedere le vere attrici in competizione per l’audizione del film. Il regista Vittorio De Sica l’ha vista sul balcone e sapeva che era esattamente quello che cercava nel ruolo ed accettò l’esorbitante richiesta della ragazza, che non aveva mai recitato prima, di un compenso di due milioni di lire. Maria ha continuato a lavorare con De Sica in altri tre film e ha continuato a lavorare nei cinema come caratterista fino alla fine degli anni ’90.
  • Il film è stato restaurato da Mediaset e presentato nuovamente nelle sale di New York, Roma e Milano nel 1999.
  • Il film è stato poi inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare, “100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978”.
  • A Circa un’ora di film appare la monumentale scultura di Gian Lorenzo Bernini “L’elefante e l’obelisco” (1667). Nel novembre 2016 la statua è stata danneggiata in un atto di vandalismo che ha suscitato sdegno in tutto il mondo.
  • Il film è incluso nella lista dei “Grandi Film” del critico americano Roger Ebert.
  • Nel 2008 è stato realizzato un rifacimento dal titolo Un homme et son chien diretto da Francis Huster e interpretato da Jean-Paul Belmondo, all’epoca reduce da un devastante ictus.

 


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