Dark Phoenix – curiosità e recensione del nuovo film degli X-Men

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Leggi la recensione di Dark Phoenix, film fantascientifico con supereroi e dodicesimo film dell’universo X-Men, diretto da Simon Kinberg e interpretato da James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult e Sophie Turner.

 

 

Cast e personaggi

James McAvoy: Charles Xavier / Professor X
Michael Fassbender: Erik Lehnsherr / Magneto
Jennifer Lawrence: Raven Darkhölme / Mystica
Nicholas Hoult: Hank McCoy / Bestia
Sophie Turner: Jean Grey / Fenice Nera
Tye Sheridan: Scott Summers / Ciclope
Alexandra Shipp: Ororo Munroe / Tempesta
Kodi Smit-McPhee: Kurt Wagner / Nightcrawler
Evan Peters: Peter Maximoff / Quicksilver
Jessica Chastain: Vuk
Scott Shepherd: John Grey
Hannah Anderson: Elaine Grey
Summer Fontana: Jean Grey bambina
Ato Essandoh: Jones
Brian d’Arcy James: Presidente degli Stati Uniti
Halston Sage: Dazzler

 

La trama

 

La telepate Jean Grey (Sophie Turner) sviluppa incredibili poteri psichici che corrompono la sua mente, trasformandola nella terribile Fenice Nera. I giovani X-Men della scuola di Xavier: Ciclope (Tye Sheridan), Tempesta (Alexandra Shipp), Nightcrawler (Kodi Smit-McPhee) e Quicksilver (Evan Peters) uniscono le forze con l’indomita Mystica (Jennifer Lawrence) e l’imprevedibile Magneto (Michael Fassbender), ora a capo di una comunità di mutanti abitanti di una remota isola, per salvare la vita della loro amica ed evitare la distruzione dell’intero pianeta.

 

La nostra recensione

 

E’ finalmente approdato nelle sale “Dark Phoenix”, sequel di X-Men – Apocalisse e dodicesimo film dell’universo cinematografico degli X-Men. Il debutto alla regia di Simon Kinberg, sceneggiatore storico della saga cinematografica dei mutanti Marvel, arriva dopo una travagliata produzione, corpose riprese aggiuntive, un continuo slittare della data di uscita e dulcis in fundo la lunga fase di acquisizione di Fox da parte di Disney, durata diversi mesi e finalizzata lo scorso marzo.

Kinberg per il suo esordio dietro la macchina da presa torna a maneggiare un fumetto iconico, la Saga di Fenice Nera del 1980 scritto da Chris Claremont e illustrato da Dave Cockrum e John Byrne. Kinberg in veste di sceneggiatore aveva già adattato il fumetto in X-Men – Conflitto finale del 2006, dove Jean Grey era interpretata da Famke Janssen. In “Dark Phoenix” la mutante telepate è ritratta per la seconda volta, dopo l’esordio in “X-Men – Apocalisse”, da Sophie Turner nota per il ruolo di Sansa Stark nella serie tv Il trono di spade.

“Dark Phoenix” aveva l’arduo compito di concludere quasi 20 anni di X-Men sul grande schermo e anche di accomiatare i giovani X-Men dei prequel che in futuro non solo pare fruiranno di un re-casting completo ora che Disney è a capo della studio, ma saranno incorporati nell’Universo Cinematografico Marvel in formato reboot; si spera insieme ai Fantastici Quattro, altro team di supereroi la cui ultima apparizione live-action risale al 2015 nel disastroso reboot di Josh Trank.

Chi segue la saga degli X-Men da qualche tempo avrà di certo notato una certa “stanchezza” di fondo che si è palesata con una certa chiarezza nel recente “X-Men: Apocalisse”, capitolo poco brillante e lontano anni luce dallo sfarzo del crossover X-Men: Giorni di un futuro passato, all’epoca diventato un vero e proprio passaggio di testimone tra i vecchi e giovani X-Men con un riassetto della linea temporale che prometteva un nuovo inizio per il franchise.

Purtroppo l’opaco “Apocalisse” non era una tappa poco fortunata del franchise, ma bensì un’avvisaglia di qualcosa che era davanti a tutti, ma che abbiamo fatto finta di non vedere: la mancanza di personalità e carisma della gran parte dei giovani nuovi X-Men, che senza un antagonista di alto profilo o la vecchia guardia dei mutanti originali a supportarne l’inesperienza si sciolgono come neve al sole e in questo caso diventano figurine interscambiabili nelle mani di Kinberg. Il regista paga così lo scotto di non avere a supporto un antagonista adeguato, l’aliena di Jessica Chastain è inespressiva oltre il consentito, personaggi di contorno che risultano tagliati con l’accetta e una protagonista, la bella e talentuosa Sophie Turner, incapace di scatenare qualsivoglia empatia riproponendo la vis glaciale della sua Sansa Stark anche laddove il conflitto interno avrebbe permesso un qualche guizzo emotivo a delineare il personaggio.

Per quanto riguarda il trio di “veterani”, James McAvoy, Michael Fassbender e Jennifer Lawrence: il primo rende giustizia al suo personaggio rafforzando una ulteriore connessione emotiva con la controparte anziana di Patrick Stewart; Fassbender spogliato quasi in toto della sua ambiguità toglie a Magneto ogni fascino e infine Lawrence si dimostra poco partecipe, il conflitto con lo Xavier di McAvoy sulla posizione dei mutanti nella società umana si limita ad un innocua schermaglia “domestica” e il suo sacrificio denota una certa fretta nel concludere un percorso con un personaggio che l’attrice sembra aver già abbandonato da tempo.

“Dark Phoenix” dal punto di vista prettamente visivo non delude, gli effetti sono davvero “speciali” e la battaglia finale fornisce un guizzo a livello estetico davvero imponente. Purtroppo tutto questo sfarzo di CG non basta di fronte ad un film senza un minimo di sentore emotivo, un bel giocattolo hi-tech incapace di coinvolgere ad ogni qualsivoglia livello e una storia semplificata all’estremo laddove mancano personaggi di spessore capaci di sopperire a tale semplificazione (vedi l’acclamato “Logan”). Il sipario cala così mesto sugli iconici mutanti Marvel targati Fox, senza gli applausi e l’euforia che ci si attendeva da un epilogo degno di questo nome. Un vero peccato ed un occasione persa per salutare e rendere giustizia ad una saga che ha avuto il merito con Bryan Singer di traghettare i fumetti al cinema in una dimensione adulta ed emotivamente sfaccettata, fungendo al contempo da apripista all’epoca d’oro dei “cinecomic” che poi Marvel Studios trasformerà in un fenomeno globale e trasversale con il suo acclamato “Universo Cinematografico” condiviso.

 

Curiosità sul film

  • Basato sulla serie a fumetti “Saga di Fenice Nera”, il film è il sequel di X-Men – Apocalisse, il quarto ed ultimo capitolo della tetralogia prequel degli X-Men, nonché dodicesimo film dell’universo X-Men.
  • Il compositore Hans Zimmer aveva deciso di ritirarsi dalla composizione di film di supereroi dopo aver lavorato a partiture per Batman, Superman, Wonder Woman e Spider-Man, ma Simon Kinberg lo ha convinto a lavorare su questo film.
  • Il film si svolge nel 1992, l’anno in cui i fumetti degli X-Men sono stati rilanciati con nuovi costumi e una serie tv d’animazione, Insuperabili X-Men.
  • Questo è il primo film degli X-Men a non presentare o fare riferimento a Logan / Wolverine o all’attore che lo ritrae, Hugh Jackman. Questo perché Jackman si è ritirato dal ruolo interpretato a partire dl film a X-Men del 2000. Wolverine è stato brevemente presente in Deadpool 2 attraverso il riutilizzo di filmati di X-Men: le origini – Wolverine (2009).
  • Mystica e Magneto non erano originariamente destinati ad apparire nel film, in particolare Jennifer Lawrence che aveva accennato in diverse interviste di aver concluso con il ruolo di Mystica. Lawrence ha poi rivelato di aver cambiato idea perché non voleva che il suo personaggio fruisse di un eventuale re-casting e che i fan si ritrovassero confusi e finissero per provare la cosiddetta “Sindrome di Chuck Cunningham”. Trattasi di una strategia creativa, molto utilizzata, che implica l’inspiegabile rimozione di un personaggio di una serie televisiva. Il termine deriva nasce con la serie tv Happy Days. Nei primi episodi della serie la famiglia Cunningham, oltre a Richie e Joanie, ha anche un terzo figlio: Chuck (interpretato prima da Gavan O’ Herlihy e successivamente da Randolph Roberts). Curiosamente, però, lo stesso scompare dopo qualche episodio. Gli sceneggiatori non si curarono di dare una spiegazione plausibile: semplicemente Chuck esce di scena, e i protagonisti della serie si comportano come se non fosse mai esistito.
  • Questo è il primo film Marvel di Jessica Chastain. In precedenza l’attrice ha rifiutato i ruoli di Maya Hansen in Iron Man 3 e Hope Van Dyne in Ant-Man.
  • La Fenice originariamente era stata concettualizzata per il film con un look “fiammeggiante”. È stato poi rinnovato in post-produzione per apparire più “cosmica”.
  • Sophie Turner ha studiato le malattie mentali in preparazione al ruolo in “Dark Phoenix”.
  • La mutante che canta durante la festa della scuola è Alison Blaire alias Dazzler, una mutante dei fumetti che può trasformare il suono in luce, un talento che nei fumetti ha usato per promuovere la sua carriera di cantante pop.
  • Il film segna il debutto alla regia di Simon Kinberg, produttore e sceneggiatore storico della saga cinematografica degli X-Men.
  • Nel suo ruolo di Mystica in questo film, Jennifer Lawrence ha più anni di quando Rebecca Romijn ha interpretato per la prima volta il ruolo nel film primo film della saga.
  • Questo film, New Mutants (2020) e Deadpool 2 (2018) sono stati girati nello stesso periodo con “New Mutants” girato a Boston in Massachusetts (Stati Uniti), “Deadpool 2” a Vancouver nella British Columbia (Canada) e “Dark Phoenix” a Montreal in Quebec (Canada).
  • Il regista Simon Kinberg ha dichiarato di aver tagliato una parte considerevole della trama originale della “Fenice Nera” per concentrarsi maggiormente sulla fine della trama originariamente iniziata in X-Men – L’inizio (2011) e focalizzarsi maggiormente sul personaggio di Jean per il film. Gli elementi del Club Hellfire e della razza aliena nota come Shi’ar e il loro impero, tutti elementi della trama originale del fumetto, sono stati rimossi dall’adattamento cinematografico per ridurre inutili trame secondarie. I membri del Club Hellfire come Sebastian Shaw ed Emma Frost sono apparsi in precedenza in X-Men – L’inizio.
  • Simon Kinberg si è ispirato a Logan – The Wolverine (2017) nel rendere il film meno elegante e più naturale.
  • Simon Kinberg descrive la terra di Genosha come l’Israele di Magneto: “È una terra costruita per mutanti, una patria in cui possono essere sicuri e autosufficienti”. In linea con l’eredità ebraica di Magneto.
  • Il ruolo di Vuk è stato prima offerto ad Angelina Jolie che ha rifiutato prima che Jessica Chastain l’accettasse. Jolie ha passato il ruolo perché era più interessata a interpretare il personaggio protagonista nel progetto La moglie di Frankenstein di Bill Condon prima che Universal lo mettesse in stand-by. I nomi delle sue attrici sono stati suggeriti da James McAvoy che aveva lavorato con entrambe. Come gesto di ringraziamento e restituendo il favore, Chastain ha consigliato McAvoy alla sua amica la produttrice Barbara Muschietti e suo fratello, il regista Andy Muschetti, per il ruolo di Bill Denbrough adulto in IT: Capitolo 2.
  • Il regista Simon Kinberg ha rivelato che il finale originale era più “intimo” e comprendeva solo i personaggi interpretati da James McAvoy, Sophie Turner, Tye Sheridan e Jessica Chastain. Il finale originale mostrava una divisione tra Charles e Scott sulla sorte di Jean Grey, con Scott che aveva dalla sua parte gli altri X-Men. Ma poi uno per uno gli altri X-Men si schierano con Charles e alla fine Scott resta da solo. Dopo averlo guardato con il pubblico durante le proiezioni di prova, Kinberg ha deciso di cambiare il finale.
  • Come altri film tratti da fumetti come Superman III (1983). Spider-Man 3 (2007) e X-Men – Conflitto Finale (2006), il film parla di un supereroe che soccombe al suo lato oscuro e diventa malvagio. Questo è il secondo film degli X-Men in cui Jean Gray soccombe al suo lato oscuro e si trasforma in Fenice Nera.
  • In una delle scene finali, in cui Charles Xavier si siede con Erik Lehnsherr / Magneto per giocare a scacchi, James McAvoy indossa un orologio Rolex Milgauss, rispetto ad un altro modello di orologio indossato nel resto del film. Questo modello specifico è stato progettato per essere utilizzato dagli ingegneri e resistere ai campi magnetici.
  • Charles Xavier è l’unico personaggio che appare in tutti i film degli X-Men (considerando anche la scena dopo i titoli di coda di Wolverine – L’immortale e la breve apparizione in X-Men le origini – Wolverine
  • Sullo sfondo di una scena, una compagnia che fornisce energia elettrica ha il nome di Bishop. “Bishop” era un eminente mutante e viaggiatore del tempo che appare in X-Men – Giorni di un futuro passato.
  • Secondo l’attore Tye Sheridan la battaglia finale in origine era ambientata nella sede della Nazioni Unite a New York. Il Ciclope di Sheridan e il Professor X di McAvoy si dirigono verso la sede delle Nazioni Unite per avvertire il presidente americano che gli alieni hanno invaso la terra. Ma le guardie di sicurezza si rivelano essere Skrull e li attaccano. Poi Jean Grey atterra nella parte anteriore del palazzo della Nazioni Unite e sostanzialmente combatte tutti gli Skrull e poi torna nello spazio. In pratica il film finiva con lei che dice addio a Scott e Charles.
  • Secondo il regista Simon Kinberg, la scena finale in Dark Phoenix presso il caffè voleva essere un cenno a Il cavaliere oscuro: Il ritorno.
  • Ad un certo punto i produttori stavano prendendo in considerazione di non far uscire il film nelle sale e di rilasciarlo nei formati “direct to DVD” e “direct to streaming”.
  • Nelle scene aggiuntive girate dopo la fine delle riprese, Simon Kinberg ha cambiato la razza aliena del film originale da Skrull nella razza aliena D’Bari a cui appartiene il personaggio di Chastain che divenne Vuk, un membro dei D’Bari.
  • Secondo il regista Simon Kinberg si è avvicinato a “Dark Phoenix” con un approccio alla Batman Begins di Nolan per enfatizzare il dramma del personaggio.
  • Questo film segna la prima apparizione live-action della mutante Dazzler. Bo Derek era pronto ad interpretarla negli anni ’80 in un film basato sul personaggio con Gary Goddard alla sceneggiatura e la regia di John Derek. In seguito il personaggio doveva apparire in un cameo in una scena di X-Men: Apocalisse con Dazzler ritratta sulla copertina di un disco che Scott Summers e Jean Grey acquistano in un negozio di musica, ma la scena è stata stata tagliato dal montaggio finale.
  • Lo sceneggiatore e regista Simon Kinberg ha co-sceneggiato X-Men – Conflitto finale (2006) altro film basato sul fumetto di Fenice Nera.
  • Il terzo atto del film doveva originariamente avvenire nello spazio. Dopo che le riprese aggiuntive sono state completate, è stata modificata in una sequenza in cui gli X-Men vengono rapiti e portati a bordo di un treno militare.
  • “Dark Phoenix” è l’ultima puntata della serie di film degli X-Men con il franchise che si avvia ad una fase reboot. All’inizio del 2018 è stato annunciato che la Disney aveva acquistato la 20th Century Fox e che gli X-Men sarebbero stati introdotti nell’Universo Cinematografico Marvel ora che Disney possiede anche i Marvel Studios.
  • Alla fine del film, il Professor Xavier e Magneto si incontrano per una partita a scacchi in un caffè parigino chiamato “Les Vieux Copains” che significa “Vecchi Amici”, apparentemente situato sulla “Rue de la Paix”, letteralmente la “Via della Pace”.
  • La squadra speciale che cattura i mutanti verso la fine si chiama “Mutants Control Agency” nei fumetti, ma sulle toppe cucite sulle loro spalle in realtà si legge “MCU”. Questo potrebbe essere una strizzatina d’occhio al fatto che la Disney ha acquisito la 20th Century Fox nel 2019, il che significa che gli X-Men saranno probabilmente incorporati nell’Universo Cinematografico Marvel della Disney nel prossimo futuro.
  • Questo film ha probabilmente stimolato il ritorno definitivo di Jean Gray nei fumetti a 15 anni dalla sua morte in “X-Men n.150”. Durante questo periodo è apparsa sporadicamente in archi legati alla Fenice e sostituita dalla sua controparte più giovane. Jean è tornata nella saga di “Phoenix Ressurection” del 2017 e nel 2018 è stata portagonista in “X-Men Red” come leader della squadra.
  • Questo è il terzo film della serie di film X-Men in cui Jean Gray diventa Fenice. In X-Men: Conflitto finale (2006), Jean Gray (Famke Janssen) è tornata come Fenice dopo essere morta annegata in X-Men 2 (2003) per permettere all’X-Jet di prendere il volo e sfuggire  ad una inondazione. Il personaggio è diventata Fenice anche alla fine di X-Men: Apocalisse (2016).
  • Alla fine del film, la X-Mansion viene ribattezzata “Jean Gray’s School for Gifted Youngsters”. Nei fumetti la scuola è stata invece ribattezzata “Jean Grey School of Higher Learning”, realizzata da Wolverine che aveva brevemente assunto il ruolo di direttore della scuola.
  • La comunità di Magneto in cui vive con molti altri mutanti è ispirata dalla città mutante di Genosha dei fumetti, dove divenne una grande e tecnologicamente avanzata casa per milioni di mutanti rifugiati.
  • I D’Bari nel film sostengono che il loro mondo è stato distrutto dalla stessa forza che ha trasformato Jean Gray in Fenice Nera, e cercano di reclutarla nella speranza di usare il suo potere per creare nuovi mondi. Nei fumetti, i D’Bari stanno cercando vendetta contro Jean perché ha distrutto il loro pianeta natale mentre era posseduta da Fenice. Inoltre, il loro leader Vuk (Jessica Chastain) è di sesso maschile nei fumetti.
  • Quando Magneto rimuove il suo elmetto dal suo armadietto, un giornale può essere visto con un articolo su di lui che attacca il presidente sul prato della Casa Bianca in X-Men – Giorni di un futuro passato.

 


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