Cannibal Holocaust 2: la sceneggiatura inedita del sequel in libreria a novembre

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Ruggero Deodato padre del cannibal-movie nel 1980 girava il famigerato Cannibal Holocaust, un film per stomaci forti in cui lo “splatter” si allontana dalle grottesche e fumettose digressioni tipiche degli anni ’80, assumendo disturbanti connotati di estremo realismo, elementi che hanno segnato la storia del cinema horror e l’immaginario di registi come Eli Roth, che nel 2013 ha omaggiato il filone “Cannibal” e il lavoro di Deodato con il suo The Green Inferno.

Il film più censurato e controverso di sempre, su cui all’epoca dell’uscita si è costruita una vera e propria leggenda metropolitana da snuff-movie, “Cannibal Holocaust” oltre ad essere il primo esempio di horror “found footage” mostra truculente violenze su uomini e animali che sconvolgono per crudezza e che ancora oggi rimangono insuperate per realismo ed efferatezza.

L’originale “Cannibal Holocaust” il 12 marzo 1980, a seguito della denuncia di un cittadino, fu sequestrato su tutto il territorio italiano poco dopo la sua uscita, sulla base di una vecchia legge fascista contro la tortura delle cavie. La pellicola venne accusata di essere «opera contraria al buon costume e alla morale». Lo stesso Deodato svelò che, poco prima che il film venisse ritirato dalle sale e censurato, fu Sergio Leone in persona a vedere in anteprima il film e a dirgli: «Caro Ruggero, questo sarà il tuo cavallo di battaglia, ma ti causerà gravi problemi con la giustizia». Sarà la Corte di Cassazione, in ultimo grado, a riabilitare il film, che poté tornare nelle sale solo nel maggio 1984, senza più tagli, nella sua versione originale.

Ora il regista più censurato della storia e il disegnatore che ha fatto la storia della censura in Europa insieme in un unico volume. A novembre arriva infatti la sceneggiatura inedita del sequel “Cannibal Holocaust 2”, illustrata per l’occasione da Miguel Ángel Martín e raccolta in uno splendido volume interamente a colori edito da NPE.

 

Nicola Pesce e Ruggero Deodato sono cari amici da moltissimi anni, ma solo di recente, durante una chiacchierata mentre erano a cena, il nostro editore aveva scoperto l’esistenza di una “antica” sceneggiatura per il seguito di Cannibal Holocaust. Ripresosi dallo shock, ha subito acquisito i diritti dell’opera e ha contattato Miguel Ángel Martín per farne una versione illustrata, unendo così il più censurato regista con l’autore di fumetti più censurato della storia.

 

“Cannibal Holocaust 2” raccontava la storia di quattro giovani telereporter americani che si avventurano nella remota foresta dell’Amazzonia per girare un documentario sulle tribù indigene. A finanziarli è una stazione televisiva di New York. Sono passati alcuni mesi dalla partenza, ma i quattro sembrano scomparsi. Il professor Harold Monroe, antropologo, viene allora incaricato di mettersi sulle tracce dei reporter. Accompagnato da una guida locale, il docente si spinge anche lui nella foresta amazzonica. Le insidie sono a ogni angolo, tra belve feroci e indigeni dediti al cannibalismo. È in mezzo a questo inferno in Terra che l’antropologo troverà le pellicole girate dai reporter, scoprendo così il motivo della loro tragica scomparsa.

 

 

 


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