Bob Marley: Paramount annuncia un film sulla vita del leggendario cantante Reggae

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Paramount Pictures sta collaborando con il musicista Ziggy Marley per sviluppare un film biografico su suo padre, la leggenda della musica reggae, Bob Marley. Al momento il progetto è nelle primissime fasi di sviluppo e non ha ancora uno sceneggiatore e regista designati.

Bob Marley nasce il il 6 febbraio 1945 in Giamaica, a Norvall Marley, da un giamaicano bianco originario del Sussex, in Inghilterra, sovrintendente delle piantagioni, e Cordelia Booker, che si è sposata all’età di 18 anni. Marley perde il padre per un infarto quando aveva 10 anni e in seguito sua madre trasferì la sua famiglia a Trenchtown, Kingston, in Giamaica, dove Bob incontrò molti dei suoi futuri collaboratori come Peter Tosh, Neville Livingston (a.k.a Bunny Wailer), Beverley Kelso e Junior Braithwaite.

Bob Marley pubblicò le sue prime quattro canzoni nel 1962 e alla fine formò un gruppo con Peter Tosh, Bunny Wailer, Beverley Kelso, Junior Braithwaite e Cherry Smith che divennero noti come The Wailers. La band pubblica il loro primo album in studio, “The Wailing Wailers”, nel 1965, seguito da “Soul Rebels” (1970), “Soul Revolution” (1971), “The Best of The Wailers” (1971), “Catch a Fire” (1973), “Burnin'” (1973) e “Natty Dread” (1974). Bob Marley e i membri originali dei Wailers, Peter Tosh e Bunny Wailer, si separarono nel 1974 per perseguire una carriera da solista, ma Marley continuò con nuovi membri della band.

Fu sempre nel 1974 che Eric Clapton registrò una cover della hit di Marley “I Shot the Sherrif”, e nel 1975 arriva il primo successo internazionale fuori dalla Giamaica con “No Woman, No Cry”. Il suo album “Rastaman Vibration” del 1976 scala la Top 50 amewricana dei brani soul, ma più tardi quell’anno, Marley, sua moglie e il manager Don Taylor vengono feriti da un sicario che apre il fuoco nella casa di Marley. Ciò spinse Marley a lasciare la Giamaica per la prima volta nella sua vita, per un periodo di due anni di esilio nel Regno Unito dove registrò “Exodus” e “Kaya”. Nel 1977 il cantante scopre un melanoma maligno all’interno di un’unghia e, nonostante i suoi medici insistevano per amputare il dito del piede, Marley però rifiutò di subire l’intervento citando credenze religiose.

Nonostante la sua malattia, Marley continuò a fare tournée e pubblicò “Uprising” nel 1980, ma la sua salute continuò a peggiorare. Più tardi quell’anno, apprese che il cancro si era diffuso al cervello e in tutto il resto del corpo. Stava volando a casa in Giamaica dalla Germania, quando le sue condizioni peggiorarono costringendolo ad atterrare a Miami per un ricovero d’urgenza in ospedale. Marley muore l’11 maggio 1981 all’età di 36 anni.

 

Fonte: Deadline

 

 


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