Avengers: Endgame – recensione del film Marvel Studios

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Leggi la recensione di Avengers: Endgame, film d’azione con supereroi e ventiduesimo film del dell’Universo Cinematografico Marvel (UCM), diretto da Anthony e Joe Russo e interpretato da Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson e Jeremy Renner.

 

Cast e personaggi

Robert Downey Jr.: Tony Stark / Iron Man
Chris Evans: Steve Rogers / Capitan America
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Chris Hemsworth: Thor
Scarlett Johansson: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Jeremy Renner: Clint Barton / Ronin
Don Cheadle: James “Rhodey” Rhodes / War Machine
Paul Rudd: Scott Lang / Ant-Man
Brie Larson: Carol Danvers / Capitan Marvel
Karen Gillan: Nebula
Danai Gurira: Okoye
Benedict Wong: Wong
Jon Favreau: Harold “Happy” Hogan
Gwyneth Paltrow: Virginia “Pepper” Potts
Josh Brolin: Thanos

 

La trama

 

In “Avengers: Endgame” il mondo, o meglio l’universo intero, hanno subito l’apocalittico schiocco di dita di Thanos che ha di fatto cancellato metà degli esseri viventi grazie alla potenza delle Gemme dell’Infinito riunite nel Guanto dell’Infinito, arma cosmica che ha dato al “Titano pazzo” i poteri di un dio. Sulla Terra e nello spazio gli eroi sopravvissuti alla Decimazione affrontano il trauma, ognuno a suo modo: chi si nasconde, chi cerca un nuovo scopo, chi reclama vendetta e chi prova a metabolizzare il lutto condividendo il dolore con gli altri. Tutto sembra far pensare che Thanos abbia definitivamente vinto la guerra, ma in realtà c’è ancora una battaglia da combattere, una battaglia per cambiare i luttuosi eventi che hanno segnato il finale di “Infinity War”, e gli eroi rimasti uniranno le forze per provare un ultimo disperato tentativo di cambiare la storia e dare all’umanità tutta un nuovo faro di speranza, per un futuro non ancora scolpito nella pietra.

 

La nostra recensione

11 anni e 22 film hanno contrassegnato le prime tre Fasi dell’Universo Cinematografico Marvel, una certosina e laboriosa costruzione di una narrazione condivisa che ha permesso a Marvel Studios di culminare in un film evento della portata di “Avengers: Endgame”, titolo che insieme al precedente “Avengers: Infinity War” rappresenta la summa nonché una delle vette del cosiddetto genere “cinecomic” .

In passato una delle mancanze più vistose dell’universo condiviso creato da Marvel per il grande schermo, era un “villain” che potesse rendere giustizia al parterre di carismatici eroi e antieroi che hanno costellato questi 11 anni. In ogni film dell’UCM si percepiva la mancanza di un vero “cattivo”, un antagonista capace di scatenare quel mix di fascinazione e timore reverenziale che lasciasse un segno tangibile del suo passaggio, dal tecnologico Ultron di Avengers 2 al vendicativo Helmut Zemo di “Civil War” passando per Kaecilius, Avvoltoio, Hela, Killmonger e via discorrendo. Uno stuolo di supercattivi interpretati da grandi attori che hanno tutti rappresentato tasselli dell’UCM, ma sono anche serviti per “formare” emotivamente e in qualche caso indicare la strada ad ogni singolo supereroe che ha calcato la scena. Questa mancanza di un antagonista di alto profilo, non sappiamo quanto realmente calcolata, con l’uscita di “Infinity War” si è rivelata un toccasana poiché il Thanos rimasto nell’ombra a muovere i fili del Lato oscuro dell’UCM, è finalmente emerso in tutta la sua terrificante potenza. Josh Brolin ha dato vita e movenze ad un villain emotivamente complesso, spietato ma capace di provare un amore paterno viscerale seppur distorto, e di dare al suo folle piano di riportare l’equilibrio nell’universo al prezzo di un eccidio di massa una sua contorta logica, che è poi quella che spesso muove i dittatori.

In “Avengers: Endgame” troviamo un Thanos che ha finalmente trovato pace dal tormento che lo logorava, un universo sovrappopolato e in costante disequilibrio. Ora la sua missione è terminata e come un condottiero stanco e provato dalle molte battaglie, Thanos si è ritirato in una sorta di bucolico eden ignaro che gli “Eroi più potenti della Terra” non hanno deposto le armi, ma sono decisi ad ucciderlo o almeno a morire provandoci, considerando che ora seppur decimati hanno dalla loro parte un’arma di indicibile potenza come Carol Danvers alias Captain Marvel.

I fratelli cineasti Anthony e Joe Russo erano la scelta ideale per concludere un’era e introdurne un’altra con tutto il carico di sacrificio, dolore e redenzione che ciò comporta per personaggi che hanno alle spalle un background così corposo, che nel corso degli anni è diventato un intrigante mix tra cinema e fumetto. Un mix oculatamente assemblato in modo che nessuno dei due “media” soccombesse all’altro rispetto al rivisitare un intero universo come quello creato dal compianto Stan Lee, riuscendo a coinvolgere una nuova generazione di spettatori senza scontentare i fan di lunga data dei fumetti Marvel. I Russo hanno debuttato nell’UCM con il memorabile Captain America: The Winter Soldier flirtando con il genere spionistico, e poi hanno fatto le prove generali per questo gran finale con Captain America: Civil War che in molti si sono affrettati, forse trascinati da un eccesso di entusiasmo, ad eleggere il miglior cinecomic di sempre. In realtà risultava palese che il film, seppur di gran levatura, non fosse ben bilanciato rispetto a tanti personaggi messi in campo, risultasse poco coraggioso rispetto al materiale originale, senza contare la scelta di un antagonista debolissimo. Dettò ciò questa sorta di rodaggio consistito nel portare così tanti supereroi e gestirli tutti insieme su schermo in “Civil War” ha permesso ai Russo di arrivare preparati ad “Infinity War” prima ed “Endgame successivamente, mettendo su schermo un racconto perfettamente equilibrato con ogni tassello al suo posto in un perfetto mix di dramma, azione, humour e fantascienza di stampo epico.

Per quanto riguarda la parte prettamente visiva, “Avengers: Endgame” mantiene i toni cupi di “Infinity War” in qualche caso accentuandoli, vedi l’incipit e l’epica battaglia che si svolge durante il climax del film, dotata di un afflato epico a dir poco galvanizzante tipico dei fumetti crossover. I Russo rispetto a “Infinity War” e a causa della “Decimazione” per questo epilogo hanno avuto la possibilità di dare più spazio ai singoli personaggi puntando a dinamiche e interazioni personali, spassose gag e una valanga di citazioni che pescano dalla Cultura Pop, lasciando agli effetti speciali il compito di fornire il giusto contrappunto visivo che, sembra quasi inutile dirlo, è sempre di altissimo profilo (tradotto: “mamma mia che spettacolo!”).

Durante le varie interviste rilasciate dai fratelli Russo, dal boss dei Marvel Studios Kevin Feige e dagli sceneggiatori Christopher Markus e Stephen McFeely, oltre naturalmente a tenere la bocca cucita per evitare spoiler, tutti hanno annunciato per “Avengers: Edgame” un finale scioccante e imprevedibile per gli spettatori. Purtroppo in questo caso dobbiamo dire che almeno per noi non c’è stato nulla di scioccante o imprevedibile. Avendo seguito un po’ l’evolversi delle teorie dei fan, orecchiato qualche rumor sul destino dei personaggi e collegato un paio di elementi portanti che hanno contraddistinto le trame di una manciata di personaggi, l’evolversi degli eventi di “Avengers: Endgame”, epilogo incluso, sono andati ad incastonarsi alla perfezione come le gemme sul guanto di Thanos quando sono arrivati i titoli di coda, poiché come abbiamo premesso si sono tirate le fila con estrema accortezza, con ogni personaggio che ha svolto il suo ruolo e adempiuto al suo destino e tutte le domande che hanno avuto risposta. Una compiutezza che ci ha lasciato con una gradevole sensazione di soddisfazione, ma anche con la curiosità di scoprire come Marvel Studios ha affrontato gli eventi post-Endgame che culmineranno il prossimo 11 luglio in Spider-Man: Far From Home che concluderà ufficialmente la “Fase 3” dell’UCM, e come verrà dato il via alla “Fase 4” che siamo certi vedrà in un ruolo centrale la Captain Marvel di Brie Larson un po’ sottoutilizzata in questo epilogo, ma comprendiamo che bisognava dare spazio ai veterani e gestire nel migliori dei modi un crossover di proporzioni a dir poco epiche.

Data di Uscita: Al cinema da mercoledì 24 aprile 2019

 

 

 


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1 comment on “Avengers: Endgame – recensione del film Marvel Studios

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