Annabelle 3: curiosità e recensione del film horror di Gary Dauberman

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Leggi la recensione di Annabelle 3 (Annabelle Comes Home), film horror del 2019 diretto da Gary Dauberman e interpretato da Patrick Wilson, Vera Farmiga, Mckenna Grace, Madison Iseman e Katie Sarife.

 

 

Cast e personaggi

Patrick Wilson: Ed Warren
Vera Farmiga: Lorraine Warren
Mckenna Grace: Judy Warren
Madison Iseman: Mary Ellen
Katie Sarife: Daniela Rios
Michael Cimino: Bob Palmeri
Paul Dean: sig. Palmeri
Steve Coulter: padre Gordon
Stephen Blackehart: Thomas
Samara Lee: Annabelle “Bee” Mullins
Joseph Bishara: Annabelle (demone)

 

La trama

 

Determinati a impedire ad Annabelle di continuare a seminare il caos, i demonologi Ed e Lorraine Warren portano la bambola posseduta nella stanza degli artefatti chiusa a chiave della loro casa, mettendola “al sicuro” dietro un vetro consacrato e ottenendo la santa benedizione di un sacerdote. Ma una notte di orrore si scatena quando gli Warren si allontanano da casa e Annabelle liberata, risveglia gli altri spiriti maligni nella stanza e insieme a loro comincia a terrorizzare Judy, la figlia di dieci anni dei Warren, la sua babysitter Mary e l’amica di quest’ultima, la tormentata Daniela.

 

La nostra recensione

 

Il “Conjuring Universe” sforna il suo settimo film, nonché terzo titolo della serie spin-off della demoniaca bambola Annabelle. Dopo un esordio deludente con il primo “Annabelle”, film poco ispirato con suggestioni dal classico Rosemary’s Baby e l’ottimo sequel / prequel “Annabelle 2: Creation”, coinvolgente e davvero ben realizzato, “Annabelle 3” riporta a bordo i coniugi Warren, anche se in ruoli di supporto, e segna il debutto alla regia dello sceneggiatore Gary Dauberman, scrittore dei primi due film di Annabelle e co-sceneggiatore del campione d’incassi IT.

“Annabelle 3” è un film che vorrebbe accontentare un po’ tutti, e in particolare la scelta di focalizzare l’azione su tre giovani ragazze mostra l’intento di voler attirare in primis un pubblico di adolescenti. A riprova di ciò Dauberman cerca di bilanciare horror e umorismo in puro stile anni ’80, vedi classici come Ammazzavampiri e Chi è sepolto in quella casa?, ma alla fine non riesce a ben amalgamare il tutto. Su schermo si alternano gag infantili a momenti di horror “duro e puro” particolarmente riusciti, ma poi inevitabilmente penalizzati dal cercare forzosamente la risata per alleggerire. Horror e humour sono elementi delicati da miscelare e Dauberman alla sua prima regia mostra un’evidente mancanza di esperienza e furbizia, vedi anche il continuo ricorso al cosiddetto “jumpscare”, una modalità di “spaventare” lo spettatore che Dauberman reitera con davvero troppa nonchalanche.

“Annabelle 3” funziona a corrente alternata e potrebbe tediare lo spettatore in cerca di un horror di stampo meno “adolescenziale”. Bisogna però ammettere che tra le diverse entità che si scatenano nella stanza degli artefatti degli Warren, ce ne sono un paio che meriterebbero uno spinoff, vedi il licantropo e la sposa assassina. In conclusione “Annabelle 3” si presenta come una sorta di versione horror di Una notte al museo, ma troppo caotica e limitata nell’ambientazione per andare oltre una striminzita sufficienza.

 

Curiosità sul film

  •  Il film è il terzo capitolo della saga spinoff di “Annabelle” e settimo film del “Conjuring Universe”.
  • La vera Annabelle è custodita nel Museo dell’Occulto degli Warren di Monroe, nel Connecticut, custodita in una teca di vetro con segnali di pericolo. A differenza della bambola del film, quella vera è una bambola Raggedy Ann.
  • Il vero modello di bambola di Annabelle custodito nel Museo dell’Occulto degli Warren appare nel film sullo schermo di un televisore. Nell’episodio dello show “The Dating Game” che Judy sta guardando, ad una bambina viene regalata una bambola Raggedy Ann. La vera bambola di Annabelle è una Raggedy Ann.
  • L’armatura da samurai presente nel Museo dell’Occulto degli Warren è basata sul guerriero demoniaco della mitologia giapponese “Oni”, che segna insieme al “Traghettatore” è la seconda entità della mitologia culturale che appare nel franchise.
  • L’incidente d’auto all’inizio allude a Patricia Alvarez della precedente puntata del “Conjuring Universe”, il film La Llorona – Le lacrime del male con Patricia che si trova in un tunnel vicino al viadotto dove La Llorona annega i suoi figli.
  • McKenna Grace sostituisce Sterling Jerins nel ruolo di Judy Warren. Jerins ha interpretato Judy nei primi due film del franchise “The Conjuring”.
  • Il bracciale dei Mourner e la televisione che predice il futuro appaiono come gli unici artefatti con possibili connotazioni positive. Lorraine sottolinea questa connotazione del braccialetto nella conclusione del film, quando informa Daniela che con un uso corretto dell’oggetto in corrispondenza con la sua capacità medianica può comunicare con il suo defunto padre. Il televisore mostra invece a Daniela eventi che si svolgono esattamente 30 secondi nel futuro.
  • Il licantropo che appare nel film è uno dei casi più famosi degli Warren e il loro più oscuro insieme al caso giudiziario dell’omicida posseduto da un demone. Il lupo mannaro è descritto da Ed & Lorraine come un segugio infernale e come la leggenda francese della “Bestia del Gévaudan”, quella del film Il patto dei lupi, è un mostruoso lupo mannaro che attacca con il favore della nebbia notturna e che è responsabile della morte di molti animali del posto.
  • Il personaggio di Anthony Rios è stato creato come un sostituto per il vero marito di Judy, Tony Spera. Mentre lei e Spera non si sono incontrati fino all’età adulta, Dauberman ha chiesto il permesso di creare il personaggio del compagno di scuola bullo per servire potenzialmente come interesse romantico per Judy se la serie dovesse proseguire mostrando il personaggio durante la sua crescita.
  • I reperti del Museo dell’Occulto degli Warren nel film sono: L’armatura da Samurai, Bracciale di Mourner, Scimmietta che suona i piatti, Monete per il pedaggio del Traghettatore, Abito da sposa, Televisione che predice futuro, Macchina da scrivere, Pianoforte, Maschere assortite, Libro nero dei demoni, Banderuola del gallo, Carillon di Rory e Bambola di Annabelle.
  • Il Traghettatore è basato sull’omonima divinità della mitologia greca. Traghetta le anime attraverso il fiume Stige fino agli inferi, e viene pagato con particolari monete dorate.
  • L’identità del demone legato principalmente alla bambola di Annabelle non è stata ancora rivelata. Fino ad oggi è ancora conosciuto come Ram, per il suo aspetto demoniaco e per la setta di suoi adepti degli anni ’60, i Discepoli di Ram, che in precedenza avevano incluso Janice ‘Annabelle’ Higgins.

 

 


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